La nuova legge sull'IVA Cosa cambia sul Titano
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Venerdì 12 Febbraio 2010

Con la circolare n. 58/E del 31 dicembre 2009, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti ai contribuenti italiani che effettuano o ricevono prestazioni di servizi da soggetti non residenti, e le novità sono tante e sostanziali. Gli operatori , quindi, dovranno tenere conto che il trattamento Iva cambia a seconda che le prestazioni siano dirette a “privati consumatori” o a soggetti passivi di imposta. Infatti, secondo la nuova regola generale, sono territorialmente rilevanti in Italia solo le prestazioni rese a soggetti d’imposta stabiliti in Italia e le prestazioni rese nei confronti di privati consumatori. La territorialità delle prestazioni di servizi segue regole diverse a seconda se il committente sia un soggetto passivo d’imposta o un “privato”. Per le prestazioni rese nei confronti di soggetti d’imposta la tassazione avverrà nel Paese del committente. Se quest’ultimo è stabilito nella Ue assoggetterà ad Iva nel suo paese la prestazione attraverso il reverse charge. Se, invece, è stabilito fuori della Comunità rispetterà le regole dello Stato in cui è stabilito. Per le prestazioni rese nei confronti di privati la tassazione avverrà nel paese del prestatore. Una materia ‘calda’, estremamente attuale, e che riguarda moltissime imprese del territorio: per fare chiarezza sulle novità, l’ANIS ha organizzato un seminario di studio - “La nuova disciplina IVA e il ruolo del rappresentante fiscale” – che ha visto salire in cattedra – all’interno del Centro Congressi Kursaal davanti a una platea davvero gremita (oltre 100 le persone presenti) il dottor Giampaolo Giuliani (nella foto) funzionario di Confindustria. Dalla nuova territorialità IVA negli scambi tra San Marino e l’Italia al nuovo ruolo del rappresentante fiscale, passando per le innovazioni nelle cessioni di beni e nelle prestazioni di servizi sino alle operazioni di interscambio tra San Marino e i Paesi UE al di fuori dell’Italia. “La presenza del presupposto territoriale insieme a quelli soggettivo e oggettivo – ha spiegato Giuliani - non comporta inevitabilmente l’assoggettamento ad imposta delle operazioni; alcune di esse, infatti, pur rientrando in campo Iva, con l’obbligo quindi di fatturazione, registrazione, dichiarazione annuale ecc., possono non scontare l’imposta nel caso siano operazioni ‘non imponibili’ (artt. 8, 8 bis e 9 del d.p.r n. 633 per cessioni o prestazioni effettuate in ambito extraUe, art 41 del d.l. 331 del 1993 per cessioni comunitarie) ovvero ‘esenti’ (art. 10 del d.p.r n.633 del 1972). La territorialità di una cessione o di una prestazione, inoltre, non presuppone necessariamente che il cedente o il prestatore del servizio sia un soggetto passivo Iva dato che il nuovo art. 17, comma 2 del d.p.r. n. 633 del 1972, impone di trasferire all’operatore economico italiano (committente/cessionario) tutti gli obblighi formali e sostanziali connessi all’operazione effettuate da un soggetto estero (prestatore/cedente)”. Infine, per quanto concerne gli enti che non svolgono attività commerciale, ma che sono in possesso di una partita IVA per avere superato l’ammontare degli acquisti di beni effettuati in ambito comunitario o presso operatori sammarinesi, ovvero perché pur non avendo superato tali limiti hanno optato per aprirne una, devono provvedere ad auto fatturarsi e ad annotare la fattura in apposito registro, quindi effettuare ogni mese il versamento dell’imposta dovuta e presentare la specifica dichiarazione al-l’Agenzia delle Entrate. Nella sostanza, dal 1° gennaio 2010, anche alle prestazioni di servizi si applicano le stesse procedure che operano per gli enti e le associazioni e soggetti ad essi assimilati quando effettuano acquisti intracomunitari o presso operatori sammarinesi.

Rappresentante fiscale

Identificazione diretta e rappresentante fiscale sono tra loro alternativi, pertanto gli operatori in altro Stato UE non possono adottare il sistema d’identificazione diretta e avvalersi contemporaneamente di un rappresentante fiscale, il quale, secondo quanto stabilito nel terzo comma dell’articolo 17 del d.p.r. n. 633 deve essere un soggetto residente nel territorio dello Stato. Il secondo comma dell’articolo 17 invece chiarisce che “Gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti nei confronti dei soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato sono adempiuti dai cessionari o committenti”. L’amministrazione finanziaria, in varie occasioni, ha precisato che la qualifica di rappresentante può essere conferita a qualsiasi soggetto sia questo persona fisica o giuridica. Il rappresentante dovrà adempiere tutti gli obblighi previsti dal citato d.p.r. n. 633 del 1972; in particolare dovrà presentare la dichiarazione d’inizio attività, emettere e registrare le fatture attive, registrare le fatture passive, conservare i registri e le fatture, effettuare le liquidazioni periodiche e gli eventuali versamenti e presentare la dichiarazione annuale. Di enorme rilievo la nuova formulazione del comma 4, dell’art. 17 del DPR n. 633 del 1972, in vigore dal 26 settembre 2009 e introdotta dall’art. 10, D.L. 25 settembre 2009 n. 135 con la quale viene stabilito che le imprese estere con stabile organizzazione in Italia non devono più identificarsi o nominare un rappresentante fiscale. Nell’analisi delle nuove singole disposizioni cui si sta per mettere mano si farà uso, dove è ancora possibile, di esemplificazioni mutuate da risoluzioni e circolari scelte tra le tante emanate dall’amministrazione finanziaria nel corso di questi anni, selezionate con l’obiettivo-principe di chiarire il nuovo testo di legge.

Alessandro Carli