Diario della crisi del 17 luglio 2009
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Venerdì 17 Luglio 2009

Mentre è salito all’8,3% il tasso di disoccupazione nell’area Ocse (nel mese di maggio, + 0,3% su base mensile e +2,4% su base annua) in Francia fanno “il salto di qualità” gli operai, dopo aver inaugurato nei mesi scorsi il trend del “rapimento momentaneo” dei dirigenti d’azienda. Gli addetti di una fabbrica di componentistica di auto in fallimento hanno minacciato di far saltare il loro impianto. L’azione sarebbe messa in atto se i 366 operai della New Fabris di Chatellerault non otterranno da PSA Peugeot Citroën e Renault 30 mila euro di indennità ciascuno. Gli operai dicono di avere posto bombole di gas in varie parti della fabbrica e di essere pronti a far saltare tutto se entro fine mese non ci sarà un accordo. E di fallimento possibile di tante aziende italiane ne ha parlato il presidente della Consob, Lamberto Cardia, nel suo intervento all’annuale incontro con il mercato. “Gran parte delle imprese medio-piccole, trama fondamentale del tessuto imprenditoriale italiano, trova difficoltà e potrebbe correre rischi di asfissia finanziaria”. Nell’analizzare la crisi finanziaria ed economica Cardia ha sottolineato che “le prospettive restano oggi caratterizzate da profonde incertezze. I soggetti più deboli, sia nel mondo delle imprese che tra gli investitori, sono esposti a rischi maggiori. Solo le imprese di più grandi dimensioni riescono a reperire sul mercato capitale proprio e a collocare prestiti obbligazionari senza gravi difficoltà né a costi da considerare eccessivi”. La mancanza di ossigeno per le Pmi “sta interrompendo un processo di ristrutturazione industriale del settore che negli anni scorsi aveva cominciato a produrre risultati incoraggianti in termini di produttività e competitività internazionale”, ha dichiarato Cardia. E per non farci mancare niente in questo Diario segnaliamo che l’Aea (l’associazione che riunisce 33 compagnie europee) ha stimato a maggio una riduzione complessiva dell’8,3% del traffico: il peggior risultato dalla recessione.
Saverio Mercadante