Cassa di Risparmio: il rilancio si farà  in tre mosse
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Venerdì 22 Gennaio 2010

Tito Masi cita Karl Popper, uno dei più grandi filosofi del Novecento: per il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Marino – SUMS infatti “il nostro futuro è aperto, e dipende da noi”. Una dotta citazione di estrema attualità, posta come spunto di riflessione, sabato scorso, alla nutrita assemblea dei soci della Fondazione. Un’assemblea che si potrebbe a giusta ragione definire vivace, sicuramente molto franca in cui, oltre all’esposizione del bilancio della Cassa di Risparmio (di cui la Fondazione è azionista al cento per cento) e all’analisi dell’operato sociale della Fondazione, si è fatto il punto su due argomenti di grande attualità, ovvero la cessione di Delta e l’aumento di capitale sociale. Di Delta c’è poco da dire che non sia già stato raccontato nei giorni scorsi: la due diligence di Intesa Sanpaolo è terminata, e si è in attesa di riscontri per la cessione di alcuni asset, con la data del 31 marzo che dovrebbe essere quella conclusiva. Il Presidente Tito Masi, nella sua introduzione, ha ripetuto anche all’assemblea un concetto già espresso più volte in passato, e cioè che alcune scelte di gestione della Cassa sollevano qualche perplessità, così come interrogativi ben più maliziosi le hanno sollevate le numerose e fuorvianti dichiarazioni provenienti dall’Italia, rimbalzate dai principali media, su quanto concerne la Cassa di Risparmio di San Marino (“si è parlato addirittura di default”, si è pubblicamente lamentato il Presidente Masi). Ma la realtà con cui si deve fare i conti è questa, ed è opportuno andare avanti. Con le idee chiare. E le idee su ciò che la Cassa deve fare per andare avanti sono effettivamente ben chiare. Innanzitutto c’è la dismissione di Delta, imposta da Bankitalia. Quindi c’è un rafforzamento del più importante istituto di credito del Titano, da compiere in due fasi, un aumento di capitale e un prestito obbligazionale. Masi ha spiegato inoltre che questo piano strategico di rafforzamento e sviluppo richiede però “una grande condivisione, da parte della politica, Governo e opposizione, e da parte di tutto il Paese”. E il messaggio che lancia è ben chiaro: “Sappiamo come affrontare questa situazione e ne usciremo”. E riprendendo il sobrio Popper, appunto, “Dipende dalla nostra determinazione, dall’impegno e dalla speranza con cui affrontiamo il futuro”. Ma se Tito Masi si rifà ad uno dei più grandi filosofi del Novecento, Leone Sibani non vuole essere da meno. E così nel suo veemente intervento prima viene tentato da una citazione in stile western, quindi, dopo aver sfiorato John Waine o Ronald Regan, ripiega, si fa per dire, su un altro Presidente degli Stati Uniti d’America, e strappa il consenso della platea parafrasando la celebre frase di Jfk (“Non chiedetevi cosa il Governo, Banca Centrale possono fare per la Cassa. Chiedetevi cosa potete fare voi”). E un applauso a scena aperta il combattivo Sibani, facendo fede al suo nome (Leone), l’ha conquistato dichiarando guerra a tutto e tutti: “Vogliamo riportare i clienti alla Cassa di Risparmio, e faremo tutto ciò che è possibile per riuscirci”.

Il piano di rilancio

L’aumento del patrimonio, come era stato anticipato dal Presidente Masi a Fixing e quindi spiegato in maniera più approfondita all’assemblea dei soci della Fondazione, prevederà un aumento nominale del capitale sociale (che attualmente è di circa 350 milioni di euro) di una cifra oscillante tra i 100 e i 150 milioni, cui corrisponderà un incremento effettivo del patrimonio (ora di 525 milioni di euro) di 150-225 milioni. Come già ribadito più volte, la Fondazione Cassa di Risparmio resterà di gran lunga azionista di maggioranza della Cassa: la quota di azioni che andranno cedute oscillerà tra il 22% e il 30% e vedrà comunque coinvolti solo ed esclusivamente soggetti sammarinesi. Per questa operazione, ha spiegato Sibani ed ha confermato Masi, è previsto il coinvolgimento di tre gruppi in parti uguali: lo Stato innanzitutto, quindi il sistema bancario e fiduciario sammarinese (puntando sulle banche storiche, prima fra tutte la Banca di San Marino che per mission e tradizione è la più vicina alla Cassa di Risparmio) e infine ai cittadini sammarinesi, ovunque residenti, ed eventualmente anche ai soggetti giuridici, alle imprese (“ma ancora non si è deciso se limitare l’aumento di capitale solo alle persone fisiche o estenderlo anche a quelle giuridiche”, ha spiegato Masi). La cessione delle quote della Cassa di Risparmio avrà poi un soggetto privilegiato negli stessi soci della Fondazione e nella SUMS, mentre la Fondazione San Marino contribuirà all’aumento di capitale con 10 milioni. Un approfondimento a parte lo merita la proposta fatta a Banca di San Marino: la Fondazione e l’Ente Cassa di Faetano (che controlla BSM) già hanno in piedi una fruttuosa collaborazione, e l’intenzione è quella di puntare ad uno scambio di partecipazioni azionarie, proprio per rafforzare il legame tra i due istituti. La partecipazione dello Stato invece dovrebbe essere “a tempo”, non determinato ma comunque limitato, “come già accade in altri Paesi”, ha spiegato ancora Masi. Sia Banca di San Marino o ECF che dir si voglia, sia lo Stato dovrebbero avere un posto nel Direttivo della Fondazione: più simbolico che altro è stato spiegato all’assemblea (che ha sollevato perplessità più che altro sulla presenza della politica), in quanto il timone resterà assolutamente nelle mani della Fondazione. Da segnalare infine che l’assemblea è stata l’occasione per anticipare qualche dato del bilancio della Cassa (di cui potete leggere qui sotto) e per la nomina di un nuovo socio (erano ben 19 le candidature), Maria Luisa Berti.

I progetti finanziati

In futuro la Fondazione intende privilegiare progetti propri. Intanto sono stati finanziati un centinaio di progetti, per un totale di 1,5 milioni di euro. Masi ha citato in particolare il Concorso di canto Renata Tebaldi e il Concorso pianistico (due realtà culturali internazionali di primo piano targate San Marino), la mostra di Warhol organizzata da Ecso, i 400 anni del Monastero delle Clarisse, la Biennale di Venezia, la collaborazione con l’Università per il Festival della Cittadinanza Democratica e la Summer School. E ancora l’omaggio a Carlo Malagola, il concorso Meritatamente (già questa una bella iniziativa targata Fondazione), il finanziamento (250 mila euro) del centro residenziale per anziani Casale La Fiorina e quello, in Africa, del reparto maternità consegnato a Padre Marcellino, oltre naturalmente alla terza edizione del San Marino Forum. Da segnalare infine che sempre in occasione dell’assemblea di sabato scorso è stato annunciato che Marino Rossi, già all’interno della Fondazione, assume ora l’incarico di Segretario Generale.

Loris Pironi