Diario della crisi del 22 gennaio 2010
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Venerdì 22 Gennaio 2010

Il melting pot linguistico, però, è di pochissimo aiuto per l’ultima categoria dei nuovi poveri: cinquantamila rigorosamente uomini, cinquantamila rigorosamente ex mariti, che mandano sos dal mare della crisi. Hanno bisogno di aiuto vero, di una casettina, che stavolta non è in Canada, ma dovrebbe essere in provincia di Milano dove ci sarebbero, secondo l’associazione matrimonialisti italiani, quasi 50.000 mariti separati che vivono in grandissima difficoltà. La situazione è talmente seria che il comune di Milano aprirà La Casa del padre separato, un centro da 160 posti letto, con camere singole e doppie, mensa, un piccolo giardino e una biblioteca. Non sarà un dormitorio completamente gratuito: cento - centocinquanta euro al mese. La condizione di questa media città di mariti separati, è quella di una sorta di barboni temporanei che rischiano di diventarlo a vita. Prezzi delle case alle stelle, crisi economica, mantenimento dei figli, nei dormitori, quelli veri, di poverissimi ex mariti ce ne sono sempre di più, e sempre più stanziali, perché non sanno letteralmente dove andare. Intanto, a un paio di centinaia di chilometri di distanza da Milano, arriva un altro brutto segnale dell’onda lunga della crisi del lavoro: a Molvena, il comune che detiene da anni il primato veneto del reddito medio per abitante più elevato, un simbolo mondiale del mondo delle moto, Dainese, leader nel settore dell’abbigliamento per motociclisti, paga sino in fondo la crisi globale. Si è firmato un accordo con Provincia e sindacati che prevede un anno di cassa integrazione straordinaria per 120 dipendenti, e fra dodici mesi la mobilità e il licenziamento per circa 80. Stavolta Valentino Rossi, che indossa tute Dainese, non ce l’ha fatta: non ha vinto la sua gara di testimonial vivente della qualità italiana.

Saverio Mercadante

 

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