"Con l'area di pre-stoccaggio meno spese per le imprese"
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Mercoledì 07 Gennaio 2009

Anno nuovo, problema vecchio. Nei giorni scorsi una delegazione dell’Assoindustria ha avuto un incontro, all’interno della sede della Segreteria di Stato per il Territorio, con il nuovo coordinatore del dipartimento, l’avvocato Manuel Canti, e Giancarlo Ceccoli, il funzionario responsabile dell’ufficio.
Al centro, l’annoso problema dei rifiuti speciali e l’importante tavolo tecnico che ha visto riuniti, a metà dicembre, i rappresentanti della Repubblica di San Marino, la Regione Emilia-Romagna e le Province.
“Le condizioni delle aziende locali – sottolinea Giorgia Pecci, consulente di Assoservizi – già da tempo sono piuttosto gravi”.
Uno dei primi passi da compiere riguarda il centro di pre-stoccaggio che, in base all’accordo firmato dall’ex Segretario di Stato Marino Riccardi e l’assessore regionale all’ambiente Lino Zanichelli, dovrebbe vedere la luce entro il 30 gennaio. Il tempo stringe e, per ammissione dell’avvocato Manuel Canti, “San Marino deve affrontare due problemi: i costi dell’opera e l’individuazione dell’area su cui sorgerà il centro”.
La Repubblica, a fine novembre, ha adottato un decreto delegato in materia di rifiuti speciali in quanto la legge di riferimento, il Regolamento europeo 1013/2006, ha una genesi europea e non sammarinese.
“Il decreto sammarinese – evidenzia Manuel Canti – introduce una disciplina in linea con quelle europee al fine di avere una uniformità di soggetti e documenti. Il notificatore è sempre l’impresa che produce i rifiuti. Le aziende devono richiedere la modulistica, gli allegati 1A e 1B, già pronti nel pc del dipartimento della Segreteria di Stato per il Territorio”.
Secondo quanto stabilito dal decreto, la Segreteria di Stato per il Territorio assumerà il ruolo di autorità competente della spedizione dei rifiuti speciali.
Durante l’incontro avvenuto tra i rappresentanti dell’Assoindustria e la Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ambiente si è parlato anche dei costi che le aziende dovranno sobbarcarsi.
In estrema sintesi, tra le spese per i moduli di notifica (50 euro l’uno), quelli di movimento (20 euro) e le spese istruttorie richieste dall’Italia (circa 258,23 euro), le imprese dovranno mettere mano al portafogli.
Anche perché dovrà essere effettuata una notifica per ogni codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) e Bologna vuole l’istruttoria pagata. Insomma, per un viaggio si devono spendere più di 300 euro….
“L’Emilia-Romagna vorrebbe meno notifiche possibili – chiarisce Manuel Canti -. Con la nascita dell’area di pre-stoccaggio saremo in grado accogliere i piccoli quantitativi di rifiuti speciali prodotti dalle piccole realtà e di tagliare i costi dei moduli di notifica e di movimento, ovvero i 20 e i 50 euro previsti”.
“Le fideiussioni - prosegue il coordinatore - devono essere portate dopo l’ok dell’autorità competente di destinazione (e comunque prima della spedizione) e devono essere rilasciate dal notificatore a favore dell’Eccellentissima Camera. Il modello è inserito nel decreto sammarinese”.
Secondo l’accordo firmato da San Marino e dalla Regione Emilia-Romagna, il Titano può far esportare nel territorio italiano 20.300 tonnellate annue di rifiuti: 16.500 destinate al recupero e 3.800 allo smaltimento. Dopo il terzo anno i quantitativi potranno essere implementati del 10%. Visti gli accumuli fatti registrare dalle aziende in questi mesi, le 3.800 tonnellate stabilite non sono sufficienti.
Tra gli impegni previsti dall’accordo, ricordiamo la tracciabilità dei rifiuti in arrivo e l’omogeneità della classificazione e dell’idnetificazione fatta nella Repubblica che, come detto, dovranno rispettare il catagolo CER.
L’Assoindustria sta lavorando di concerto con la Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ambiente per mettere a punto tutte le procedure al fine di riuscire ad essere completamente operativi entro pochi giorni.
Alessandro Carli