Pier Giovanni Terenzi: "Punto primo, sgombrare il campo e fare chiarezza"
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Mercoledì 07 Gennaio 2009

Il 2008 si è chiuso, tra l’attanagliante crisi internazionale e le difficoltà insite nel sistema sammarinese. E se le previsioni non dicessero che anche il 2009 sarà un anno altrettanto probante, ci sarebbe quasi da tirare un sospiro di sollievo. Ma proprio nei momenti più difficili è il caso di tirare le fila e di rafforzare i propri meccanismi affinché, una volta superato l’ostacolo, ci si possa posizionare sul mercato ancora più forti e competitivi.
La Repubblica di San Marino deve poi fare i conti con una serie di questioni che da anni restano insolute: se c’è davvero la volontà di sgomberare il campo, questa è l’occasione per farlo. Con Pier Giovanni Terenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese, abbiamo fatto il punto sull’anno che si è chiuso e su quello appena incominciato, spaziando a trecentosessanta gradi.
Presidente Terenzi, cosa c’è da imparare da quanto è successo?
“Si è chiuso un anno molto difficile. La crisi che ci ha colpito è più grande di tutti noi ed è riconducibile a motivi che devono fare riflettere. E’ palese che questa situazione sia derivata, in buona parte, da un’economia fittizia che nel corso degli ultimi anni ha finito per scavalcare l’economia reale, quella fatta dalle imprese che producono, quella che ultimamente era stata considerata, a torto, roba vecchia, superata. E’ una crisi questa che ci ha insegnato che le aziende che forniscono dei servizi veri, o meglio ancora che realizzano dei beni, dei prodotti, rappresentano quell’economia su cui si deve tornare a puntare. E poi ci sono le difficoltà del Sistema San Marino. Oltre ai problemi che si trovano ad affrontare anche le altre aziende italiane e europee, noi abbiamo un coefficiente di difficoltà maggiore per via di tutto quanto concerne il rapporto con la Repubblica Italiana. Un’ulteriore difficoltà per noi che è dovuta alla non chiarezza dei rapporti. San Marino nel 2009 deve fare in modo di ripristinare delle autentiche buone relazioni con Roma. Non a caso questo rappresenta un aspetto cruciale su cui il nuovo Governo ha puntato in maniera massiccia. Certo è che per tornare ad avere queste buone relazioni dobbiamo anche guardare in casa nostra, ed intervenire per fare pulizia dove va fatta”.
Questo è un concetto su cui lei punta da tempo.
“Sì, da pochi personaggi che fanno i furbi, e che in molti casi non sono neppure sammarinesi, al nostro Paese arrivano danni incalcolabili. E soltanto quando riusciremo a dimostrare che siamo un interlocutore assolutamente serio potremo far partire tutte quelle sinergie con l’Italia - una cui tengo particolarmente è il Polo Scientifico e Tecnologico - che rappresentano un’opportunità di crescita sia per noi sia per l’Italia”.
Cosa auspica per il 2009?
“Come dicevo, per la Repubblica di San Marino, i suoi cittadini e la sua economia, l’augurio è quello di riuscire a riportare i rapporti con la Repubblica Italiana sui giusti binari. Rapporti che passano da un Accordo di Cooperazione in grado di innescare nuove dinamiche di sviluppo sia per il Titano sia per i nostri vicini di casa. Per noi imprenditori invece l’augurio è di superare questa crisi che si crede perdurerà per tutto il 2009. L’augurio di traghettare le nostre aziende nelle difficili acque del nuovo anno, con l’obiettivo di ripartire nel modo migliore”.
Alcune considerazioni sull’industria sammarinese. Un ristretto numero d’imprese produce la maggior parte di fatturato, la fetta più sostanziosa del PIL del Titano.
“E infatti è opportuno, in questi tempi di crisi, valutare bene il nostro sistema e capire come e dove intervenire. Queste aziende, che sono in tutto qualche decina, rappresentano l’ossatura della nostra economia e vanno tenute in considerazione, capite e messe nelle migliori condizioni per superare questa fase di difficoltà. Si deve ragionare sull’opportunità da parte dello Stato di fornire aiuti concreti, tangibili, non con concessioni a pioggia ma con interventi mirati e seri, realizzati ad hoc, azienda per azienda”.
Analizziamo le singole questioni. Partiamo dai rapporti con l’Unione Europea.
“La nostra idea non è cambiata: è necessario riuscire ad avere un quadro preciso delle opportunità e degli svantaggi di un’ipotetica adesione da parte di San Marino all’UE. Noi non siamo contrari a priori, ma magari analizzando bene i pro e i contro potremmo anche rilevare che sarebbe meglio per noi avere una serie di accordi paralleli piuttosto che un’adesione a tutti gli effetti. Sempre naturalmente che San Marino abbia i requisiti necessari per aderire all’Unione Europea, passaggio tutt’altro che automatico”.
La Guardia di Finanza al confine.
“Il giorno del presunto ‘assedio’ siamo rimasti piuttosto scioccati dall’iniziativa delle Fiamme Gialle, poi abbiamo appreso che non si trattava di un’operazione mirata a colpire il Titano, ma programmata su tutti i Paesi di confine. Ad ogni modo si è trattato di un episodio isolato, sia pure inserito in un contesto di non facili relazioni con l’Italia. Mi auguro che il nostro nuovo Governo riesca a sciogliere al più presto i nodi e a rendere finalmente più distesi, e di conseguenza costruttivi, i rapporti con i vari organismi operativi dei nostri principali interlocutori, dalla Guardia di Finanza all’Agenzia delle Entrate, fino ad arrivare a Bankitalia e ai vari Ministeri”.
Il Parco Scientifico e Tecnologico.
“E’ un progetto su cui crediamo molto e che condividiamo con l’Università di San Marino. Il suo valore aggiunto è rappresentato dal fatto che abbiamo scelto un’impostazione non unilaterale: l’idea che ritengo vincente è quella di farlo nascere nell’ambito di un territorio che attraversa San Marino e una zona confinante che ricade nelle Province di Rimini e di Pesaro-Urbino, assoggettando questi territori alla fiscalità sammarinese. Anche questo progetto però deve passare attraverso un concreto accordo con l’Italia. Anzi, credo proprio che debba essere inserito nell’accordo di Cooperazione Economica, quale prezioso strumento di collaborazione e di reciproco vantaggio”.
Nel 2009 entrerà nel vivo la trattativa per il rinnovo del contratto di categoria.
“Abbiamo iniziato i primi incontri, non ancora nel merito del contratto ma puntando principalmente sul riallaccio delle relazioni industriali: i presupposti sono buoni. E’ palese la volontà, da parte di tutti, di non ripercorrere quei brutti momenti degli ultimi due rinnovi contrattuali, e di svolgere questa tornata di trattative in un clima più sereno e disteso. E’ chiaro che questi buoni propositi poi dovranno essere concretizzati. Il contratto infatti verrà rinnovato in un momento veramente molto difficile, con imprese in crisi, con aziende storiche che per la prima volta si sono trovate a ricorrere alla cassa integrazione. Occorre guardare in faccia la realtà, e ragionare assieme per trovare le soluzioni che assicurino lavoro ai nostri dipendenti e attività alle nostre aziende. Sono sicuro che il sindacato si comporterà in maniera responsabile, e sono convinto che assieme troveremo le soluzioni”.
Ci sono due problematiche aperte che vi stanno a cuore: quella legata allo smaltimento dei rifiuti speciali e gli ampliamenti richiesti già da tempo da alcune aziende.
“Per quanto riguarda i rifiuti speciali non possiamo permetterci di aggiungere alle difficoltà vere anche queste problematiche burocratiche. E qui la soluzione sta nei rapporti e nelle relazioni con l’Italia. Gli ampliamenti delle aziende invece erano rimasti in sospeso per via della crisi politica che ha portato alle elezioni anticipate. Ora ritornano sul tavolo dell’esecutivo, e credo che il nuovo Governo abbia tutte le intenzioni di dare risposte alle varie esigenze”.
Si avvicina la scadenza del suo mandato e tra qualche mese verrà il tempo dei bilanci. Ha già qualche concetto da esprimere in tal senso?
“E’ stata ed è un’esperienza decisamente positiva, che mi ha insegnato molto. Ringrazio tutti gli associati che mi hanno dato fiducia e che mi hanno permesso di arricchire il mio bagaglio personale e professionale. Dopo la prossima Assemblea Generale, in maggio, la Presidenza sarà presa da un imprenditore, di grande spessore e di sicuro valore, che saprà portare avanti gli interessi dell’Associazione Industriali e di tutta la categoria nel migliore dei modi”.
Loris Pironi