Social Forum, Grande Fratello. San Marino: come li usano i più giovani?
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Mercoledì 12 Settembre 2012

giady 1829

 

di Saverio Mercadante - Alessandro Carli

 

Tutti sono interessati a una cosa sola: mettere le mani sui dati. Sul filo della suspense, Silicon jungle, il romanzo scientifico pubblicato dalle Edizioni Dedalo descrive dall’interno il funzionamento di una grossa azienda informatica e affronta il tema scottante dei limiti etici del data mining, svelando le falle del sistema che custodisce i dati sensibili di un terzo degli abitanti del pianeta. Lo ha scritto un addetto ai lavori, Shumeet Baluja. E’ un informatico e fa parte dello staff scientifico di Google. Oltre ad aver ricoperto vari ruoli in ambito accademico, è stato responsabile tecnico di una grossa azienda di giochi elettronici e responsabile scientifico di Lycos.

San Marino Fixing ha voluto mettere a confronto due giovani nativi digitali del terzo millennio che frequentano il liceo economico, per capire qual è il loro rapporto con i social forum e capire se hanno consapevolezza dei rischi che provengono dalla gestione dei dati personali: sarà la questione centrale dei prossimi anni per la Rete.


Marco Grandoni

 

“Io non ho mai creato un profilo su Facebook. Il mio primo contatto, se così si può dire, con il social forum è stato a scuola. Quando mi domandavano se ho Facebook, io rispondevo no, perché non mi piace. L’ho frequentato solo attraverso i miei amici per vedere come gestiscono la bacheca e i dati personali”. Sono le parole di Marco Grandoni, che nei mesi passati ha frequentato la nostra redazione per uno stage formativo. “Si potrebbe affermare - continua Marco (che durante lo stage ha mostrato ottime capacità informatiche e di analisi del mondo della Rete, nonostante la sua giovane età) - che una volta che ci sei dentro non esci più. Dei miei amici che hanno voluto uscire da Facebook hanno dovuto minacciare di andare per vie legali. Perché in realtà quando cancelli il tuo profilo online, anche se non puoi più aggiornarlo e non può essere più utilizzato, rimane comunque offline sui server dell’azienda americana”.

“I dati su Facebook - prosegue - possono essere anche manipolati per creare documenti falsi usando il tuo nome e le tue foto. I dati in ogni caso sono usati per le ricerche pubblicitarie per individuare i tuoi gusti o le tue preferenze, e di questo ne abbiamo discusso anche scuola con i nostri insegnanti”.

“Io utilizzo altri social come XFire: è una chat per giocare dove puoi inserire semplicemente un nick name, non è obbligatorio inserire nome e cognome. E’ utilizzata soprattutto dagli appassionati di videogiochi. Ti iscrivi con la tua mail e una password e aggiungi i contatti come se fosse un MSN. Non c’è nessun tipo di identificazione come accade invece su Facebook. Poi frequento anche Steam”. Steam, per inciso, è una piattaforma sviluppata da Valve dedita alla distribuzione digitale, gestione dei diritti digitali al gioco multiplayer e alla comunicazione. Viene usata per la gestione e la distribuzione di una vasta gamma di giochi, alcuni esclusivi, e il loro relativo supporto: il tutto interamente tramite internet. Steam è stato attivato il 12 settembre 2003. A gennaio 2012 gli account attivi erano 40 milioni. Attualmente sono presenti più di 1.500 videogiochi realizzati da 100 differenti sviluppatori. “Puoi comprare video giochi - descrive Marco - e puoi giocare con amici e parenti che hai aggiunto via e-mail e ti dà la possibilità anche di parlarti vocalmente. Ho gruppi di amici qui a San Marino che giocano molto e utilizzano questi siti specializzati, di nicchia, e non Facebook. Naturalmente parliamo anche di altro non solo di video giochi. Sulla tua bacheca puoi pubblicare tuoi pareri, screen-shot, cioè delle schermate, fotografie dei giochi. Insomma, niente di personale, niente di paragonabile a Facebook. Il caro vecchio MSN, che è andato fuori moda, era molto utile. Mi riferisco a Messanger, che ti permetteva di parlare con amici e non con degli estranei. Ma c’era sempre anche un certo rischio se esageravi con i dati che mettevi a disposizione”.

“Faccio un altro esempio. Il sito della Playstation Store - continua ancora Marco - è stato attaccato dagli hacker informatici un anno fa: hanno rubato circa diecimila password. I titolari del sito non hanno potuto garantire la sicurezza dei dati personali. E’ stato un duro colpo per Playstation Store, molti volevano andarsene. Hanno placato gli animi con una campagna promozionale: hanno proposto tre o quattro titoli gratis da scaricare. E le persone si sono sentite in qualche modo risarcite”. “Rimane il fatto però, - conclude Marco Grandoni - che non sappiamo che fine abbiano fatto quei dati e come sono stati utilizzati. Ritornando a Facebook, al di là del problema della gestione dei dati non nascondo però che il fatto che ti permetta di parlare con amici o parenti lontani sia certamente un fattore positivo”.


Giada Arcangeli

 

Un approccio saggio, attento alle reali esigenze. Giada Arcangeli non si lascia facilmente trasportare dall’onda di Facebook: utilizza internet, ma soprattutto per comunicare con i compagni di classe (“Quando qualcuno sta male e non può seguire le lezioni, ci passiamo gli appunti presi in aula e i compiti da fare. Ma anche qualche suggerimento su altre materie” spiega sorridendo), con una piccola e trendy parentesi alle nuove linee fashion.

“Non mi fido molto della condivisione delle fotografie sui social media - esordisce Giada - : in Rete possono esserci persone ‘pericolose’. Ho ricevuto molte richieste di amicizia da persone che non conoscevo, che ho rifiutato. In passato ho utilizzato Messanger, ma aveva molti limiti. Preferisco comunque il contatto vero con gli amici, con le persone a cui voglio bene. Facebook è utile per organizzare qualche evento, per contattare gli amici in occasione di una festa, oppure per chattare. Sul web trovo più interessante cercare le informazioni di cronaca, magari sammarinesi. Ma anche un po’ di gossip. E’ un modo veloce e a portata di mano per sapere quello che accade sul Titano e il tutto il mondo. Internet, in particolar modo Wikipedia e più complessivamente Google, è uno strumento utile per trovare, in maniera molto pratica e veloce, molte informazioni. Anche di studio. Sono consapevole però che alcune notizie che arrivano dalla Rete non siano precise o scientifiche”.

A Youtube (“Guardo qualche video musicale ma non carico i miei filmati” confessa) preferisce i portali di moda. “Mi tengo informata sulle nuove collezioni, ma non faccio acquisti online. Se vedo un modello che mi piace, lo vado a prendere in un negozio”. Giada però ha molte amiche che vivono con grande intensità Facebook. “E’ uno strumento che viene utilizzato per condividere fotografie, immagini e pensieri. Anche link di canzoni. A certi livelli purtroppo sostituisce gli incontri veri: basta una webcam e una chat aperta per dialogare senza uscire di casa”.