San Marino, sanità: spesa annua pro capite di 1.720 euro
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Martedì 19 Luglio 2011

Ospedale_San_Marino

 

 

 

di Saverio Mercadante

 

 

La spesa sanitaria procapite nella Repubblica di San Marino nel 2010 è stata di circa 1.720 euro. E’ una delle anticipazioni della relazione del bilancio dell’ISS del 2010 che verrà presentato nei prossimi giorni. La spesa per l’acquisto farmaci è stata di 9.351.407,37 euro. La spesa relativa ai presidi e agli articoli sanitari nel 2010 è stata di 5.298.973,65 euro. Il dato relativo alla spesa del settore assistenziale nel bilancio mostra la cifra di 83.404,915 euro. Il bilancio del 2010 comunque chiuderà in pareggio con generale buona soddisfazione dei vertici dell’Istituto e della Segreteria di stato della sanità. Nei giorni scorsi il coordinatore della Consulta sociale e sanitaria, Marino Serra ha commentato con la stampa l’obiettivo raggiunto: “Un eccellente risultato - osserva il coordinatore -, ottenuto malgrado gli stanziamenti statali siano rimasti invariati e nonostante l’aumento dei servizi a disposizione degli utenti e il maggior esborso dovuto ad un più frequente utilizzo del Casale La Fiorina da parte degli anziani del territorio, prima ospitati in altre strutture del circondario”. Determinanti per il raggiungimento del pareggio del consuntivo sono stati in generale i risparmi su tutti quei servizi che prima venivano erogati fuori territorio e che ora sono tornano all’interno, “in particolare quelli nel settore della chirurgia” , ha sottlineato sottolinea Serra. Il prossimo 19 luglio in una conferenza stampa la direzione ISS fornirà tutte le cifre nel dettaglio. Nella riunione della Consulta si sono affrontati, con il Segretario di Stato Podeschi, temi importanti: organizzazione, andamento, sviluppo dell’attività socio–sanitaria. Vi è stato anche un primo contatto con Cinzia Cesarini e Aurelia Zafferani, responsabili dei servizi rivolti prevalentemente agli anziani. Dopo l’estate vi sarà un nuovo incontro per analizzare in maniera più approfondita la situazione sul territorio. Nello scorso maggio i vertici dell’ISS avevano illustrato il piano di investimenti e il budget alla Consulta sanitaria. La chirurgia dell’obesità sarà specializzazione del futuro puntando non solo all’intervento in senso stretto ma anche all’assistenza psicologica. Il progetto è allo studio. Da maggio è stata potenziata l’assistenza oncologica domiciliare con la consulenza e la supervisione del reparto ospedaliero. Si assistono i pazienti che necessitano di chemioterapia durante il day hospital, senza ricovero, e si seguono a casa informando costante al medico di base.

 

 

La situazione italiana


Nei giorni scorsi sono usciti anche in Italia alcuni dati piuttosto interessanti sulla sanità. Alla crisi economica sembra corrispondere anche un aumento delle malattie nell’ex BelPaese. Lo dimostrano i dati relativi al 2010 che rilevano un incremento rispetto al 2009 del 2,7% nell’acquisto dei farmaci di classe A, quelli interamente rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (Ssn). La ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha, infatti, svolto una ricerca a più livelli, per determinare quali fasce d’età si ammalano più spesso e quali i farmaci più acquistati. La Calabria è la regione più “malata”, mentre la zona più “sana” è la Provincia Autonoma di Bolzano. Nel 2000 le prescrizioni giornaliere di medicinali erano 588, dieci anni dopo sono 952: quasi il doppio. Il totale della spesa medica nel 2010 ha superato i 26 miliardi, di cui il 75% rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, e la spesa media procapite ha raggiunto i 434 euro. Quindi molto al di sotto di quella sammarinese. La classifica dei farmaci più gettonati vede al primo posto quelli per il sistema cardiovascolare, seguiti da quelli per l’apparato gastrointestinale, quelli per il sistema nervoso centrale e, all’ultimo posto, troviamo gli antineoplastici (che inibiscono e combattono i tumori). Per quanto riguarda le diverse fasce d’età, invece, si rileva che a 8 bambini su 10 ogni anno viene prescritto almeno un farmaco, mentre gli anziani (over 75) spendono in medicine circa 13 volte di più della fascia d’età che va dai 25 ai 34 anni. Il problema è che il Servizio Sanitario Nazionale offrirà sempre meno prestazioni, salvo cambiamenti imprevisti, e neanche riguardo all’aumento delle pensioni c’è da essere ottimisti.