Gli indiani trovano l'acqua sulla Luna
PDF Stampa
Venerdì 25 Settembre 2009

Un mondo di roccia, polvere e silenzio. Così immaginavano gli scienziati la superficie della Luna, e anche le eroiche esplorazioni della fine degli anni Sessanta e dell’inizio degli anni Settanta non hanno certo cambiato questa impressione. Eppure, contrariamente a quel che si credeva, sul nostro satellite c’è acqua. Non ci si può montare la testa, e i voli pindarici non possono spingersi molto più in là di quanto ha fatto il grande sogno di una colonizzazione umana del nostro satellite. Ma la notizia giunta da Nuova Dehli, India, lascia intendere che finalmente ci sia qualcosa di concreto che indica la possibilità di trovare acqua sulla superficie lunare. La sonda indiana Chandrayaan-1 in orbita lunare ha scovato le tracce di una possibile presenza di ghiaccio d’acqua nei primi millimetri superiori delle sabbie seleniche della Luna. Un indizio, o meglio una serie di indizi, che stanno avvicinandosi sempre più a diventare una vera e propria prova dell’esistenza di H2O sul nostro satellite. Gli scienziati stanno analizzando i dati trasmessi dalla sonda indiana e li stanno confrontando con quelli raccolti da altre due sonde americane: Cassini che è passata da quelle parti nel 1999 mentre era in viaggio verso Saturno, e Deep Impact arrivata lassù nel giugno 2009 in volo verso la cometa Hartley. Secondo le ipotesi avanzate finora, gli atomi di idrogeno dal vento solare si combinerebbero con atomi di ossigeno presenti nel suolo, formando molecole d’acqua, oppure si accoppierebbero con altri materiali ricchi di ossigeno formando idrossili.
Cosa comporta l’eventuale scoperta di acqua sulla Luna? Questo rappresenterebbe un importante passo avanti nel progetto, ora ripreso, di instaurare una base permanente abitata sul suolo selenitico. Gli scienziati hanno giudicato "interessante, affascinante e utile in prospettiva" i rilievi effettati, che aprono un nuovo campo di studi. Il fatto è che se davvero ci fosse acqua sulla luna, sarebbe in minima quantità, e non esiste, per ora, un metodo per estrarla dal suolo e renderla utilizzabile. E comunque, precisano gli esperti, quella ricavabile da un terreno pari a un campo di calcio potrebbe riempire a malapena un bicchierino. Senza contare che le molecole sono state trovate in zone dove si registra il sorgere e il tramontare del Sole, e l’acqua quindi potrebbero vaporizzare in un attimo.
Come “effetto collaterale” scientifico, l’eventuale dimostrazione di un’effettiva presenza di acqua sulla Luna sarebbe un’ulteriore dimostrazione della teoria – che ha sempre maggiore ascendente sugli studiosi – che vuole dimostrare che la Luna è nata dall'impatto di un gigantesco meteorite con la Terra.
Il prossimo 9 ottobre, la Nasa tenterà un nuovo esperimento lunare: un razzo Atlas V e una sonda verranno fatti schiantare in un cratere del Polo Sud, con l'intento di provocare una gigantesca nube di polvere che verrà analizzata da un'altra sonda in orbita e dai telescopi terrestri. L'obiettivo è cercare di trovare dentro la polvere del ghiaccio, magari portato da antiche comete. Intanto la sonda indiana Chandrayaan-1 ha chiuso la sua missione e smesso di funzionare dopo dieci mesi di osservazioni.

UN ANNO FA UN’ALTRA SCOPERTA
Circa un anno fa, intanto, Alberto Saal della Brown University di Providence (Usa) e i colleghi della Carnegie Institution of Science e della Case Western Riserve University riuscirono a stabilire che le minuscole sfere vulcaniche prelevate dalla Luna contengono 46 parti per milione di acqua. Poco, rispetto alle mille parti delle rocce terrestri. Ma sufficienti per far avanzare nuove teorie. Secondo le analisi effettuate attraverso un nuovo spettrometro a ioni da questi scienziati di tre importanti centri di ricerca americani infatti il prezioso liquido sarebbe contenuto in piccole sfere di vetro colorato di origine vulcanica, raccolte dagli astronauti durante le missioni degli anni Settanta. I prelievi, per la precisione, furono effettuati nel 1971 e 1972 (missioni Apollo 15 e Apollo 17) nella zona degli Appennini-Hadley e nell'area di Taurys-Littrow. In tutto gli astronauti riportarono sulla Terra circa 500 chilogrammi di sabbia e rocce.

CLICCA QUI per vedere lo speciale che Fixing ha dedicato alla conquista della Luna.

 

Fixing online

 

speciale 70 anni ANIS 1


Clicca sull'immagine per leggerlo online