Non c'è posto per Dio nella creazione Parola dello scienziato Stephen Hawking
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Giovedì 02 Settembre 2010

Per Stephen Hawking, il più famoso astrofisico britannico, non c'è posto per Dio nella creazione dell'Universo. Nel nuovo libro "The Grand design" di cui il "Times" sta anticipando alcuni brani, Hawking sostiene che come il darwinismo ha eliminato la necessità di un creatore nel campo della biologia, così le nuove teorie della fisica rendono superfluo il ruolo di un creatore per l'Universo. "La creazione spontanea è il motivo per cui c'è qualcosa e non il nulla, per cui l'universo esiste, per cui noi esistiamo", ha scritto il sessantottenne docente di Cambridge, noto per le sue ricerche sulla gravità e i buchi neri.

Hawking, affetto da una malattia degenerativa del sistema nervoso che lo obbliga a muoversi su una sedia a rotelle e che gli permette di comunicare solo attraverso un sintonizzatore, afferma che il Big Bang, la grande esplosione all'origine del mondo, era la conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. Citando la scoperta nel 1992 di un pianeta che orbitava attorno a una stella anziché al nostro Sole, il fisico afferma che questo "rende meno straordinarie le condizioni del nostro pianeta, con un unico Sole e una fortunata combinazione tra la distanza Terra-Sole e la massa solare". Quindi viene meno la prova che "la Terra sia stata attentamente creata solo per favorire la vita degli esseri umani". "Grazie alla legge di gravità, l'universo può crearsi e si crea dal nulla", ha insistito il fisico nato a Oxford. In questo modo Hawking rivede la teoria espressa in precedenza in "Una breve storia del tempo", in cui aveva sostenuto che non vi fosse incompatibilità tra un Dio creatore e la comprensione scientifica dell'universo.

"Se arrivassimo a scoprire una teoria completa sarebbe il trionfo definitivo della ragione umana perché conosceremmo la mente di Dio", aveva scritto in quel libro pubblicato nel 1998. Ma nel suo "The Grand Design", di cui è coautore il fisico americano Leonard Mlodinow e che uscirà il 9 settembre, una settimana prima della visita del Papa in Gran Bretagna, Hawking respinge le ipotesi di Isaac Newton per il quale l'universo non poteva nascere solo per le leggi della Natura, senza un intervento divino. In un altro passo del libro già anticipato, i due scienziati avevano sostenuto che entro 200 anni la razza umana dovrà colonizzare lo spazio se vuole sfuggire all'estinzione.

 

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