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Mercato del lavoro, AP bacchetta Mussoni, l’UPR gli tende la mano
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| Venerdì 12 Agosto 2011 |
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Ma andiamo per ordine. Ieri AP ha convocato una conferenza stampa in cui ha ribadito le proprie critiche al provvedimento, per la mancanza di concertazione, appunto, ma anche perché ritenuto forse un po’ troppo liberista, sicuramente sbilanciato dalla parte degli industriali. In realtà – ma su questo ci siamo già pronunciati ieri, non ci ricordiamo dov’erano i compagni (!) di Alleanza Popolare quando il Governo ha approvato una Finanziaria quella sì sbilanciata davvero in sfavore delle categorie più in difficoltà, compresa la famosa “tassa razziale” come è stata definita che non solo penalizza i lavoratori frontalieri, ma va a colpire in primo luogo quelli che hanno carichi familiari più elevati. Se la questione è di principio, insomma, forse AP poteva prendere posizione prima, sarebbe stato più coerente. Sulla questione della concertazione, ad Alleanza Popolare, il Segretario Mussoni aveva già risposto in conferenza stampa, spiegando che si è arrivati all’approvazione del Decreto in Congresso di Stato (decisione a maggioranza, dunque) dopo che il testo provvisorio era stato presentato ai membri dell’esecutivo l’11 luglio scorso: i tempi per discutere nelle rispettive sedi di partito, insomma, c’era tutto, e se qualcuno si è svegliato tardi poi non può lamentarsi. Se AP fa capire che in Consiglio Grande e Generale non darà il suo appoggio per l’approvazione del Decreto (in realtà ci sono tre mesi di tempo per il passaggio in Consiglio, ed è il tempo necessario per testare i contenuti del DL sul campo e nel frattempo concertare la vera riforma del mercato del lavoro con le parti sociali e, chissà, magari anche con Alleanza Popolare), viceversa la Segreteria al Lavoro incassa il favore dell’Unione per la Repubblica, che per voce di Giovanni Lonfernini si è già detta pronta al confronto sul decreto, proprio partendo da una critica all’uso eccessivo dei DL. Ma le necessità incombono, e il tempo stringe, a partire dai numeri impietosi di giugno che parlano di 780 disoccupati, prevalentemente nella fascia più giovane, e quasi un -7% di imprese mese su mese rispetto al 2010. E questo l’UPR l’ha capito. Per fortuna.
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