San Marino, UPR: Marco Podeschi sull’uscita dei consiglieri Giardi e Giancecchi
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Giovedì 30 Luglio 2015

 

SAN MARINO - "La decisione di lasciare l'Unione per la Repubblica - da parte dei consiglieri Giardi e Giancecchi - rappresenta un atto sorprendente soprattutto per le modalità e la tempistica adottate. Sono, infatti, palesemente deboli le motivazioni come risulta essere del tutto inconsistente la proiezione politica prospettata che privilegia una soluzione opportunistica. In politica quando ci sono rotture non ci sono mai vincitori o sconfitti: a perdere è la politica stessa che non riesce a sintetizzare posizioni e a capire che le singolarità sono solo utili a progetti di piccolo cabotaggio. C'è poi il rispetto verso gli elettori: un valore del tutto calpestato da un atto repentino e non giustificabile almeno per le risibili motivazioni adottate. Da tempo lavoriamo in modo trasparente a un progetto politico che ha trovato - in Alleanza Popolare - un interlocutore naturale e privilegiato. L'idea è quella di superare le divisioni dei soggetti politici liberali, riformisti e moderati per costruire un soggetto politico nuovo che superi e sintetizzi le forze politiche di origine. Nessuna preclusione, ma solo interesse al dialogo, con la volontà di esplorare scenari che vadano oltre Unione per la Repubblica. Tale decisione è stata assunta oltre un anno fa e fu voluta fortemente anche dal nostro ex Capogruppo convinto assertore che si dovesse superare l'esperienza UPR a causa delle note vicende giudiziarie. Vicende che - voglio ricordare - hanno permesso lo scorso dicembre, fra dimissioni e l'archiviazione della sua posizione nell'inchiesta "Conto Mazzini" - a Remo Giancecchi - di assumere l'incarico di membro del Consiglio Grande e Generale e di tornare a occuparsi di politica dopo due anni di assenza. Sarebbe semplice rispondere alle parole usate nel corso della conferenza stampa di ieri. Ma una discussione sui contorni del grande centro risolverebbe i problemi del Paese? Un centro più ampio o più stretto risolverebbe il problema della disoccupazione? Un centro più alto o più basso rilancerebbe l'economia? Un centro che non può prescindere da Tizio o da Caio risolverebbe i problemi dell'ISS? Non vogliamo scadere, almeno noi, nel ridicolo. La gente capisce bene, anche troppo, quando si ha qualcosa da dire o quando si deve dire qualcosa per giustificarsi. Meglio, quindi, una fuga repentina senza avere nemmeno il coraggio di guardare in faccia le persone con cui si è condivisa negli ultimi tre anni un'esperienza politica, istituzionale ma soprattutto relazionale. A questo punto conteranno i contenuti e la capacità di metterli in campo. È su questo che ci confronteremo con questo nuovo gruppo di indipendenti per capire quale sia la loro agenda politica. Su sanità, sul territorio e sulla politica delle alleanze penso di sapere già il loro pensiero; su altri temi come giustizia, ambiente, finanza, lavoro sono curioso di ascoltarne le proposte. A livello Istituzionale, insieme al coordinatore Nicola Selva, mi sto già adoperando affinché al gruppo consiliare UPR sia garantita la rappresentanza prevista dalle norme di Legge nelle Commissioni Consiliari anche in ragione delle prossime scadenze consiliari".

 

Marco Podeschi - Presidente UPR

 

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