San Marino, l’evasione fiscale diventerà reato penale
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Martedì 03 Aprile 2012

bartoletti.federico

 

 

di Saverio Mercadante

 

“La riforma fiscale è certamente il passaggio principale di questa stagione delle riforme”. Federico Bartoletti, presidente della Commissione Finanze, fa il punto sullo stato dell’arte della riforma tributaria che comunque dovrà essere licenziata in tempi piuttosto brevi: il 22 aprile dovrà essere a Washington sul tavolo dell’incontro con il Fondo Monetario Internazionale. “Forse avremmo dovuto affrontare prima la riforma tributaria ma la commissione nella prima parte della legislatura si è dovuta occupare di adeguamenti agli standard internazionali e affrontare la crisi: i disegni di legge sugli ammortizzatori sociali o sul credito agevolato, ad esempio. In parallelo, più di un anno fa, abbiamo iniziato ad occuparci della riforma fiscale iniziando da un accurato esame del gettito tributario facendo riferimento all’anno 2009. Ricordo infatti che il Fondo Monetario Internazione  si era chiesto, nella sua relazione conclusiva, come San Marino avrebbe potuto affrontare la crisi se incassava in tasse un terzo della media europea”. “In settembre - ricorda Federico Bartoletti - è stato presentato il testo in prima lettura e in questi  mesi c’è stato il confronto con tutti i soggetti istituzionali e le categorie sociali. Ora abbiamo spostato la riunione della commissione al 4 aprile per dare la possibilità di un ulteriore confronto con i gruppi consiliari e con le associazioni di categoria”.

 

Il prossimo 13 aprile la riforma a Washington


“Andremo avanti sino al 13 aprile e se sarà necessario – scandisce il presidente della Commissione - convocherò subito un’altra riunione della commissione perché abbiamo preso l’impegno in Consiglio Grande e Generale di portare a Washington al Fondo Monetario Internazionale il testo licenziato in seconda lettura della riforma. Il riconoscimento degli sforzi fatti dallo stato sammarinese da parte degli organismi internazionali è decisivo per attirare gli investimenti esteri. Lì porteremo anche un’ipotesi di ricapitalizzazione della Cassa di Risparmio”.

 

Frontalieri: due le ipotesi al vaglio


“Voglio segnalare che nel testo attuale della riforma fiscale si mette una ‘parola definitiva’ sulla questione dei frontalieri. Tutti i lavoratori subordinati saranno trattati nello stesso modo. La spesa per la produzione del reddito in busta paga che prima era del 9 per cento ora sarà dimezzata”.  L’altra ipotesi che gira in queste ultime ore è una franchigia, una no tax area nella fascia da 0 a 14.000 euro. “Vi è poi un cambio radicale nel dirimere il contenzioso – continua il presidente -, sarà molto più semplice arrivare ad una soluzione condivisa tra coloro che sono in accertamento e lo Stato. L’ufficio tributario sarà investito completamente di questo ruolo saltando tutti i farraginosi passaggi attuali, e si arriverà in tribunale solo se non si troverà una soluzione”. “Si inserisce poi il principio della contrapposizione di interessi: gli abbattimenti fiscali per i lavoratori dipendenti saranno possibili anche attraverso fatture e scontrini fiscali. Emergerà così il fatturato di altre categorie economiche. La SMaC inoltre sarà potenziata cercando di implementare in questo modo la collaborazione con i cittadini. Il forfettario è stato molto contestato dagli organismi internazionali perché dà la possibilità di non evidenziare l’imponibile. Aveva una sua ragion d’essere nelle piccolissime imprese per motivi evidenti di semplificazione. Ora da questa fascia in su per imprese che hanno fatturato molto più alti dovrà essere eliminato”.

 

L’evasione fiscale sarà reato penale

 

“Un altro aspetto molto importante per l’adeguamento agli standard internazionali sarà l’inserimento del reato di evasione fiscale. Un passaggio qualificante è questo: prima di arrivare in tribunale per il procedimento penale sarà obbligatorio l’accertamento della presunta evasione da parte dell’ufficio tributario”. “Per le imprese la fiscalità sarà vantaggiosa per attrarre gli investimenti. L’aliquota rimarrà la stessa. Di fatto nel testo per chi vorrà venire ad investire San Marino con determinate caratteristiche il testo già prevede chiare condizioni fiscali”. “La riforma più che aumentare le tasse aumenterà le entrate facendo emergere gli imponibili e aumentando la capacità fiscale. Portare avanti il percorso delle riforme - conclude Bartoletti - è decisivo per dimostrare di essere una comunità responsabile che si fa carico della crisi”.