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San Marino: riforma tributaria, nuova casa fiscale
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Lunedì 29 Agosto 2011

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di Saverio Mercadante

 

La riforma fiscale è al centro dell’attività del Governo in questi giorni. Dovrebbe essere presentata entro la fine del mese di settembre. E’ un passaggio davvero epocale - ricordiamo che la precedente risale a più di 20 anni fa - e rappresenta, senza ombra di dubbio, uno degli snodi decisivi di questa legislatura. Un passaggio sul quale l’Esecutivo misura anche la sua tenuta, il rapporto di fiducia e la credibilità con l’intero Paese. Intanto infuriano le polemiche sul mancato accertamento del gettito fiscale del 2010: a causa del cattivo funzionamento del sistema telematico l’amministrazione non può ricevere le denunce dei redditi. San Marino Fixing in questo numero presenta dati e anticipazioni sulle nuove norme della riforma fiscale. La riforma tributaria coinvolge sia le persone giuridiche che le persone fisiche. Le novità più importanti riguardano quest’ultime. L’attuale sistema s’incardina sul principio dell’esenzione: i redditi esteri soggetti a tassazione alla fonte non pagano nessuna imposta a San Marino. Nel nuovo progetto di legge il sistema fiscale invece si reggerà sul cosiddetto principio di tassazione mondiale. Le persone fisiche dovranno dichiarare tutti i redditi ovunque prodotti con la possibilità di utilizzare il credito d’imposta per le tasse che sono state pagate all’estero. Oltre alla modifica di cui sopra, la riforma investe, altresì, tutte le fattispecie reddituali: redditi di fabbricati, redditi di capitali, redditi di lavoro dipendente, di lavoro autonomo e redditi d’impresa. All’interno dei redditi di lavoro dipendente, la riforma prevede una modifica consistente: viene abrogata completamente la detrazione per  spese per la produzione del reddito sia per i cittadini sammarinesi che per i lavoratori frontalieri. Per i soli lavoratori dipendenti sammarinesi è prevista in sua sostituzione, maggiori detrazioni per famigliari a carico rispetto a quelle attuali. Andando nel dettaglio di questa categoria reddituale, la riforma prevede che l’attuale esenzione del 20% della base imponibile venga limitata al 7%. Ma viene riconosciuta un’ulteriore esenzione del 10% sul reddito prodotto qualora venga speso. Insomma, si riconosce a una platea molto ampia di contribuenti sammarinesi un’altra parte di esenzione a fronte della certificazione di aver sostenuto delle spese. Il Governo vuole evidentemente creare una leva per far crescere l’economia del Paese. Queste spese, dunque, saranno vincolate al fatto che dovranno essere sostenute all’interno del territorio sammarinese, e dovranno utilizzare canali che evitino il più possibile il pagamento in contanti. Basilare, inoltre, è la rimodulazione dell’aliquote che la riforma propone. Sino ai circa 14.000 euro, l’IGR sarà allo zero per cento. Gli scaglioni successivi invece avranno aliquote del 15%, 25% e 35%. In sostanza, la riforma consentirà al frontaliere, con riferimento a valori medi di reddito, di passare da una tassazione attuale del 12% al 6 e 7%, proprio in virtù della rimodulazione degli scaglioni con le diverse aliquote. Il cittadino sammarinese avrà ovviamente una tassazione più bassa perché potrà sfruttare quel 10% di esenzione per i consumi interni. Rispetto all’attuale due e mezzo, tre per cento di tassazione media, per chi non ha famigliari a carico il peso fiscale dovrebbe essere intorno al cinque per cento, mentre dovrebbe attestarsi intorno al tre per cento per chi ha famigliari a carico. Sono comunque cifre indicative: se si hanno due, tre famigliari a carico c’è la possibilità che si paghi meno di adesso, se invece si ha un solo famigliare a carico vi può essere la possibilità che si paghino le cifre attuali o qualcosa in più. Con la nuova riforma tributaria l’incremento del gettito da reddito di lavoro dipendente, secondo le simulazioni operate, dovrebbe portare nelle casse dello Stato intorno ai quattro, cinque milioni di euro provenienti in maniera più rilevante dai single che dai contribuenti con famigliari a carico che avranno una tassazione più o meno come l’attuale. Sul fronte dei redditi d’impresa e di lavoro autonomo è prevista una tassazione con aliquota proporzionale del diciassette per cento. Ma tutti gli altri redditi della persona individuale saranno tassati con l’aliquota marginale a partire dal scaglione di reddito considerando anche i redditi soggetti a tassazione proporzionale. Sul fronte delle imprese societarie, saranno previste riduzioni sull’aliquota del 17% per determinate realtà imprenditoriali che mantengono consistenti livelli occupazionali e incrementano gli investimenti su San Marino. Molto probabilmente sarà introdotta una ritenuta intorno al tre, cinque per cento per i dividendi distribuiti solo a persone fisiche sammarinesi e non. Verrà rivista la normativa sugli accantonamenti e sugli ammortamenti prevedendo alcuni limiti di deducibilità. La minum tax a tutt’oggi ancora non è stata definita nei dettagli: gira l’ipotesi che dovrebbe essere modulata differentemente per i redditi d’impresa e per quelli da lavoro autonomo e dovrebbe trattarsi di un’imposta minima scomputabile in sede di dichiarazione annuale. Verrà inoltre rinnovata la normativa sull’accertamento e sul contenzioso che non sarà più operativa all’interno del sistema dalle commissioni accertamento e di giunta di stima. Se ne occuperà il giudice presso il Tribunale. Sono previsti inoltre nel rapporto tra ufficio accertatore e contribuente strumenti deflattivi per evitare il contenzioso e raggiungere punti di equilibrio su eventuali controversie in corso. Nella fase relativa all’accertamento la riforma ha anche rivisto i poteri dell’ufficio tributario. Si potrà avvalere in maniera più rilevante delle ispezioni seppure in un quadro di tutele riconosciute al contribuente in modo tale che non venga troppo penalizzata l’attività aziendale.

 

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