Furgone portavalori sequestrato, Carisp vince anche la causa civile contro il MEF
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Martedì 24 Luglio 2012

SAN MARINO - Fu l’inizio della bufera. Meglio ancora, i primi prodromi della tempesta finanziaria perfetta che si scatenò sul Titano, e che ancora non si è esaurita. Tutto partì da quel furgone portavalori diretto verso la Repubblica di San Marino, sequestrato senza alcun preavviso dalla Guardia di Finanza. Trasportava 2 milioni e mezzo di euro, denaro che avrebbe dovuto garantire la normale liquidità alla Cassa di Risparmio di San Marino. Era il 2008, da quell’episodio seguirono inchieste giudiziarie (tra cui quella che decapitò la stessa Carisp), lo scudo fiscale, l’accanimento più o meno terapeutico del vessator Tremonti. E mentre nei rapporti con l’Italia oggi si respira aria di primavera (almeno prima della crisi di Governo che porterà il Titano alle elezioni anticipate), San Marino può cantare vittoria per una sentenza che gli dà ragione nei confronti dell’Italia. La Cassa di Risparmio ha infatti vinto la causa civile che era stata intentata nel 2009 dal Ministero delle Finanze (Tremonti, appunto): il Tribunale di Rimini ha infatti emesso giudizio a favore della Carisp, sostenendo che nella vicenda non sono riscontrabili violazioni di legge. E il MEF è stato condannato anche a sostenere le spese legali.

Per la cronaca la Carisp aveva vinto anche la causa penale, con la Cassazione (italiana) che - toh! - aveva riconosciuto la sovranità di San Marino.

 

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