Banca Partner acquisisce il CIS: operazione da 40 milioni di euro. Salvi tutti i posti di lavoro
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Martedì 21 Febbraio 2012

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SAN MARINO - L’annuncio ufficiale era nell’aria e ieri è arrivato in tarda serata: la Cassa di Risparmio di Rimini ha dato addio alla propria costola sammarinese. Ha ceduto il Credito Industriale Sammarinese, una delle quattro banche “storiche” del Titano, a Banca Partner Spa, che in questo modo si ritaglia un ruolo importante nel nuovo panorama bancario e finanziario “work in progress” del Titano.

Costo dell’operazione: circa 40 milioni di euro. Per la Carim è quasi una festa: al fatto di essere proprietari del CIS (più o meno ingiustamente, noi diremmo più che meno) erano state imputate buona parte delle problematiche che hanno portato al commissariamento e al dissanguamento dello storico istituto di credito riminese. Che così, di fatto, si libera di un bel peso, incamerando peraltro una cifra che oggi come oggi fa più che comodo.

Ad oggi almeno la storia sembra poter richiamare un happy ending: la Carim sospira di sollievo, Banca Partner acquisisce una banca che dà lustro e grazie alla quale può crescere come gruppo in quanto permette di diversificare non poco i propri prodotti in virtù di una buona complementarietà. E il lieto fine è stato annunciato anche per i dipendenti delle due banche sammarinesi in quanto nella nota congiunta (che potete leggere CLICCANDO QUI) di Carim e Banca Partner viene esplicitamente assicurato che i circa 50 posti di lavoro dei dipendenti CIS sono tutti salvi.

Naturalmente il via libera all’operazione dovrà essere dato da Banca Centrale di San Marino, ma pare che non ci siano grossi problemi in proposito.

“L'acquisizione” da parte di Banca Partner, spiega la nota congiunta, “mira alla realizzazione di un progetto ambizioso, ma nel rispetto dei valori fondamentali”.

L’operazione “è finalizzata a dar vita ad un'unica struttura sinergica, in grado di offrire oltre ai servizi tipici della banca tradizionale anche un'ampia gamma di prodotti e servizi di investimento e gestione dei patrimoni, estremamente innovativi e proiettati sui mercati internazionali”. E ancora, con questa aggregazione industriale “si viene a creare un istituto più forte e più sicuro, nel rispetto delle regole di trasparenza e delle linee tracciate dall'Autorità di Vigilanza nell'ambito della modernizzazione e dell'internazionalizzazione del sistema bancario e finanziario”.