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Sibani: Con accorpamenti banche, riduzioni di personale. Non volevamo essere noi a dare il là
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| Venerdì 13 Maggio 2011 |
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SAN MARINO - A margine dell’incontro di ieri con la stampa il Presidente di Cassa di Risparmio Leone Sibani ha affrontato anche la questione della mancata acquisizione di BAC da parte della stessa Cassa e i conseguenti ragionamenti sulla ristrutturazione del comparto bancario-finanziario del Titano. Dichiarazioni interessanti perché aprono gli occhi su una questione con cui ci si troverà a fare i conti, prima o poi. Molto probabilmente prima, ed è quella della riduzione del personale impiegato a San Marino da banche e finanziarie.
Uno scenario più che plausibile, nell’immediato futuro, che potrebbe verificarsi già con la ristrutturazione del neonato gruppo IBS-BAC, lo vedremo presto. In realtà le cause della mancata acquisizione di BAC da parte della Cassa di Risparmio sono state anche altre, prima fra tutti la questione legata al prezzo. “Intanto – prosegue Sibani – avevamo chiesto a Unicredit di non uscire completamente dal palcoscenico sammarinese, ma di rimanere in una qualche forma perché è importante la presenza di grandi gruppi esteri. Poi, sapete, la trattativa per l’acquisto è durata a lungo, e nel frattempo le condizioni del sistema finanziario sammarinese sono profondamente cambiate, tanto da farci ritenere che il valore della banca fosse diminuito rispetto a quando iniziammo la trattativa. Così dopo un anno e mezzo abbiamo chiesto a Unicredit la possibilità di rifare una due diligence e di rivedere le condizioni d’acquisto e questo ha mandato in crisi i nostri interlocutori. Qualcun altro ha inteso inserirsi nella trattativa. Sicuramente hanno fatto la scelta giusta e noi quella sbagliata. Ma a noi i costi sono apparsi eccessivi per l’operazione che intendevamo fare e dunque l’affare semplicemente non è andato in porto. Una cosa però vorrei che fosse chiara: la Cassa di Risparmio non considera la mancata acquisizione di BAC un’occasione persa”. |