Cassa di Risparmio di Rimini, Vitali: No allo sbarco di colonizzatori distratti
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Lunedì 29 Novembre 2010

La Cassa di Risparmio di Rimini è commissariata ormai da 56 giorni. E per l’intero substrato dell’economia riminese questo è un serio problema con cui fare i conti. Ci vorrà parecchio tempo per recuperare da questo duro colpo, mesi forse anni, come ha prospettato oggi il Presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali.
È lo stesso Vitali che lancia un proclama estremamente significativo, ribadendo un chiaro “no” all’eventualità che la Carim, indebolita da questo commissariamento, venga “inghiottita” da qualche vorace istituto di credito nazionale. Una prospettiva che il Presidente della Provincia considera evidentemente deleteria per l’economia riminese, andando a ledere – come ha spiegato in una nota il Presidente Vitali – “quel legame tra credito, imprese, territorio che ha rappresentato complessivamente sinora uno dei punti di forza della nostra realtà”.
Vitali si fa portavoce delle preoccupazioni degli imprenditori locali, dopo le istanze ricevute al recente tavolo provinciale dello sviluppo: “sono la spia della crescente incertezza sul fronte dei rapporti tra imprese e sistema creditizio. Un’incertezza che potenzialmente potrebbe riversarsi su occupazione, investimenti, innovazione; in una parola, sullo sviluppo di un intero territorio che dal dopoguerra ha avuto nelle banche locali e nella Cassa di Risparmio un suo fondamentale propellente”.
Lo statuto della Fondazione Cassa di Risparmio – spiega ancora il Presidente Vitali - riconosce agli Enti locali una rappresentanza non rilevante ma credo che questa, accanto ad una presenza più generale delle istituzioni, debba essere utilizzata e finalizzata ancor più oggi a ristabilire un clima di armonia che ridia fiducia ad un rapporto tra il principale istituto di credito del territorio, i risparmiatori e le imprese del territorio. “Dobbiamo uscirne facendo un passo in avanti e dimostrando che questo territorio non ha bisogno di colonizzatori distratti ma possiede le forze e l’intelligenza per riprendersi in mano con pienezza e orgoglio il proprio destino. Io credo che le imprese, le forze migliori del tessuto riminese non lascerebbero sola la banca nel caso in cui fosse necessario un’immissione di risorse per ricapitalizzazione. Non è una questione di semplice orgoglio campanilistico ma, come ho detto nelle premesse, un modello di sviluppo che parte e si radica nel territorio”.
“Io penso – conclude la nota di Vitali - che questo non sia ancora il momento della ricerca delle responsabilità (posto che quelle”tecniche” rientrano pienamente nell’ambito del lavoro dei commissari nominati da Banca Italia e vi è l’autorità competente a verificare il resto) ma, piuttosto, quello dell’unità.”