Crisi, Bankitalia: la riforma della vigilanza UE sia rigorosa
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Mercoledì 16 Settembre 2009

L'assetto istituzionale delineato nella proposta di riforma della vigilanza finanziaria europea sul modello proposto da Larosiere presenta "diversi elementi positivi". È però "necessario che nell'attuazione pratica della riforma si adotti un approccio ambizioso, senza ambiguità e rigoroso". Lo ha detto il direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, nel corso di una audizione in commissione Finanze nell'ambito della comunicazione della Commissione europea sulla vigilanza finanziaria europea.
Saccomanni si sofferma poi su sei punti che ritiene "essenziali per il successo della riforma: l'assetto istituzionale e gli strumenti del Consiglio europeo per il rischio sistemico; l'indipendenza dei nuovi organismi; la realizzazione di un single rulebook e di approcci di vigilanza uniformi; la raccolta e condivisione di dati confidenziali; i collegi dei supervisori; la legislazione e gli accordi sulla gestione delle crisi". Per determinare il successo della riforma della vigilanza finanziaria europea, continua il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni in commissione,
occorrerà "garantire l'indipendenza delle nuove autorità europee", assicurare strumenti operativi efficaci e meccanismi per una efficace condivisione delle informazioni riservate "assai più estesa di quanto accade oggi". E anche "muovere con decisione verso regole effettivamente uniformi" e "mettere i collegi dei supervisori nella condizione di funzionare nei confronti dei gruppi cross-border con la stessa efficacia nazionale". E' necessario "sviluppare una nuova legislazione sulle procedure di gestione delle crisi e sull'assicurazione dei depositi, assieme ad accordi tra autorità con impegni chiari sul sostegno a specifici gruppi cross-border".
Infine, secondo Saccomanni "la nomina del presidente della Bce a presidente del Consiglio europeo per il rischio sistemico contribuirebbe ad assicurare la coerenza negli approcci per il conseguimento della stabilità monetaria e per la salvaguardia della stabilità sistemica".