San Marino, una buona notizia chiude il 2011: l’omologa del piano Delta
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Martedì 20 Dicembre 2011

 

di Loris Pironi

 

Il 2011 si chiude con una buona notizia per la Fondazione San Marino e per la Cassa di Risparmio. Il Tribunale di Bologna ha infatti dato finalmente il via libera all’accordo per la ristrutturazione del Gruppo Delta. Tale accordo prevede la creazione di una NewCo per la riscossione di oltre 3 miliardi di crediti vantati dal Gruppo Delta in un lasso di tempo che arriva al 2020. La NewCo era peraltro già stata costituita nel giugno di quest’anno, in attesa dell’omologa. Vi fanno parte sette diversi istituti di credito, compresa la Cassa di Risparmio di San Marino. Per la precisione ci sono cinque banche che detengono ciascuna il 16% delle quote, ovvero Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, Banco Popolare, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e BNL. Carisp, così come la Banca Popolare di Vicenza, detiene invece il 10% delle quote della nuova società. Il piano prevede inoltre la cessione della Società Bentos Assicurazioni al Gruppo Sanpaolo, e di alcuni asset di Sedici Banca, che verranno raccolti in New Sedici Banca. Per tutti i soggetti creditori non aderenti all’accordo stesso (i dipendenti, gli agenti, i professionisti, i fornitori del gruppo, eccetera) l’accordo prevede inoltre la liquidazione al 100% dei crediti vantati. Nel contempo i soggetti creditori aderenti al piano, ovvero le banche, annunciano anticipatamente che si riterranno soddisfatte con la riscossione dei crediti in essere nei confronti della clientela del gruppo, rinunciando altresì a quella parte dei crediti che alla fine non verranno recuperati. L’accordo era stato depositato il 15 giugno scorso, il Tribunale doveva verificare la presenza dei presupposti e dei requisiti richiesti dalla legge e confermare quindi l’omologa del piano stesso. Avverso al piano erano stati presentati complessivamente 17 ricorsi. Il Tribunale ha dichiarato inammissibili le opposizioni della società Estuari, di Ofelia Sartini, vedova di Mario Fantini, ex Ad di Cassa di Risparmio e di altri quattro soggetti. Rigettate tutte le altre undici istanze, che erano state presentate da agenti, dipendenti, soci di minoranza del gruppo, eccetera. L’omologa da parte del tribunale rappresenta la fine di un lungo percorso che era iniziato più di due anni fa, precisamente il 27 maggio del 2009, con la richiesta del MEF di disporre l’amministrazione controllata. Da allora i commissari straordinari hanno iniziato una lunga trattativa con il centinaio di banche creditrici che è culminato proprio con l’omologa del piano. Cassa di Risparmio di San Marino, che nel frattempo ha già riscosso oltre un miliardo e 100 milioni, nella fase che si è aperta oggi potrà tornare in possesso di un altro miliardo di euro di crediti che sono stati inseriti nel piano più altri circa 600 milioni di crediti legati a finanziamenti dedicati, a cartolarizzazioni e a crediti acquisiti da Cassa di Risparmio. “In chiusura di questo 2011 così delicato – afferma il Presidente della Fondazione San Marino, Tito Masi – possiamo dunque dire che la Cassa di Risparmio volta pagina. In virtù dell’omologa del Piano Delta il nostro istituto potrà continuare a svolgere un ruolo di primo piano all’interno della nostra Repubblica, al servizio delle famiglie, delle imprese e, più in generale, dello Stato”.

 

Piano di rilancio 2011-2015


Cassa di Risparmio, in totale accordo con la Fondazione San Marino, ha dato vita quest’anno ad un piano strategico quinquennale per il rilancio della propria azione e del proprio ruolo. Fra le altre cose tale piano individua nuovi campi di azione in specifici settori dell’attività bancaria, prevede la predisposizione di prodotti innovativi e di qualità da offrire alla clientela e l’acquisizione di riconosciute professionalità e competenze, con un occhio di riguardo per la formazione e le risorse umane. “Cassa di Risparmio – conclude il Presidente Masi - vuol tornare ad essere prima di tutto banca del territorio, riservando particolare attenzione, e le riserve che si libereranno, a sostegno dell’economia sammarinese”.