Allo studio iniziative per evitare la doppia imposizione sui redditi prodotti in Svizzera
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Giovedì 04 Agosto 2011

La Presidenza del Consiglio sta lavorando alla convocazione di un incontro bilaterale al fine di promuovere il superamento delle attuali difficoltà in materia di relazioni fiscali. E’ questa la sintesi dell’interrogazione parlamentare n. 5-05226 del 2 agosto scorso con la quale è stata data risposta alla richiesta di conoscere quali iniziative il Governo ha intenzione di assumere per evitare che la soppressione dei negoziati tra Italia e al Svizzera per la stipula di un nuovo accordo in materia, determini fenomeni di doppia imposizione fiscale sui redditi prodotti in Svizzera dai lavoratori frontalieri, nonché per garantire la piena applicazione della Convenzione del 9 marzo 1976 anche in merito ai ristorni ai Comuni italiani delle imposte pagata dai lavoratori italiani. Ne dà notizia il sito Ipsoa. A tale proposito, il Ministero degli affari esteri ha fatto tempestivamente presente alla controparte elvetica, per il tramite dell'Ambasciata italiana a Berna, che la determinazione dell'Amministrazione elvetica del Canton Ticino di dimezzare gli importi dei ristorni previsti per il 2010, conformemente alle citata decisione del Consiglio di Stato ticinese, configura una violazione dell'Accordo sull'imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri del 3 ottobre 1974. Pertanto, è stato chiesto alle Autorità federali svizzere di porre tempestivamente in atto ogni opportuna procedura al fine di evitare che si produca una tale situazione sul piano del diritto internazionale.

 

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