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Riforma tributaria, Valentini vs CSU: falsa la notizia dei 300 euro di aggravio
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Martedì 10 Maggio 2011

SAN MARINO - Nella consueta riunione del Congresso di Stato ieri si è parlato del percorso di avvicinamento all’Unione Europea, ma soprattutto della riforma tributaria. Con il Segretario di Stato alle Finanze, Pasquale Valentini, che replica duramente alle polemiche del sindacato, e sulle cifre sbandierate dalla CSU, secondo Valentini molto distanti dalla realtà.

valentini_pasqualePrima ancora che nascesse l’argomento, sull’ultimo numero di Fixing – lo trovate ancora in edicola – abbiamo affrontato la spinosa materia, dando voce anche ai tecnici della Segreteria alle Finanze. Che ci hanno anticipato quanto affermato ieri dal Segretario Valentini.

Ora, la riforma tributaria per il momento non è ancora neanche una bozza da illustrare alle parti sociali, bensì un documento in fieri, dunque potremo giudicare dove sta la verità soltanto tra qualche tempo.

Resta l’invettiva di Valentini nei confronti del sindacato, che fa il pari con la tirata d’orecchie del Segretario del Pdcs Marco Gatti, che nei giorni scorsi aveva bollato come inopportune le manifestazioni, affermando che “tensioni e scioperi di certo non aiutano a salvaguardare i posti di lavoro”.

 

Tornando al Congresso di Stato di ieri, Valentini ha spiegato che, sulla base delle simulazioni della Segreteria che miravano ad esemplificare i nuovi meccanismi di calcolo della base imponibile, sono state fatte congetture da parte del sindacato che non corrispondono in nessun modo alle ipotesi prese in considerazione dalla Segreteria Finanze. “Il dibattito sulla riforma – spiega una nota dell’esecutivo - è concentrato in questo momento sui principali meccanismi di definizione dell’imponibile e solo alla fine ci si concentrerà sull’entità del prelievo tributario, quando tutte le variabili del progetto saranno definite e vi saranno tutti i presupposti per definire i nuovi livelli delle imposte”. E ancora: “La riforma riguarderà tutti i comparti economici ed entro il corrente mese saranno assunte decisioni che riguardano non solo i lavoratori dipendenti ma tutte le categorie di contribuenti, decisioni tese a superare le principali criticità emerse nel corso delle analisi preliminari alla riforma, fra le quali la più evidente è data dal dato delle imprese in forma giuridica che vedono circa i 2/3 dei contribuenti non pagare imposte oppure dichiarare redditi inverosimilmente bassi”.

Inutile, ha concluso Valentini, creare tensioni sociali: tutti dovrebbero contribuire, in primis i sindacati, ad una corretta informazione ed alla presa di coscienza da parte dei lavoratori e delle imprese che occorre trovare strumenti equi, che garantendo il mantenimento di una bassa fiscalità, accompagnati dalla revisione delle normative sui controlli e sulle sanzioni, siano in grado di allargare la base imponibile e soprattutto di consentire il mantenimento dell’attuale stato sociale.


SAN MARINO E L'UE

 

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