Tagliaferro (Banca di San Marino) a Fixing: bene l’interesse del FMI per interventi sistemici
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Giovedì 07 Marzo 2013

di Loris Pironi


SAN MARINO - Le richieste - e le ricette - del Fondo Monetario Internazionale hanno aperto un dibattito a San Marino. Poiché una parte sostanziosa del documento finale reso noto nei giorni scorsi (CLICCA QUI per leggerlo) riguarda il sistema bancario e finanziario, San Marino Fixing ha chiesto a Vincenzo Tagliaferro, Direttore di Banca di San Marino, un parere sul report conclusivo del FMI.

“Personalmente - afferma Tagliaferro - sono convinto che il sistema bancario sammarinese abbia bisogno di qualche opportuno intervento di sistema, e questa è anche la convinzione degli esperti del Fondo Monetario. Come Banca di San Marino attualmente siamo esposti sia pur minimamente nei confronti del Gruppo Delta (per Carfin e PlusValore, ndr), dunque la vicenda Cassa di Risparmio ha, anche da parte nostra, risvolti che devono essere attenzionati. A maggior ragione deve esserci un’attenzione ancora maggiore per la banca sammarinese maggiormente esposta nella vicenda Delta (naturalmente il sottinteso riguarda Cassa di Risparmio di San Marino, ndr). Occorre prevenire ogni azione che potrebbe portare potenziali complicazioni con operazioni di sistema studiate affinché possano garantire la massima stabilità di tutta la realtà bancaria-finanziaria sammarinese, e questo avrebbe ricadute positive per tutti”.

Il suo è dunque un giudizio favorevole sulle indicazioni del Fondo Monetario.

“Il sistema sammarinese si è caratterizzato per una riduzione del numero degli istituti bancari da 12 a 7 e per una riduzione del numero delle finanziarie. Il Fondo Monetario Internazionale ha posto la giusta attenzione sulle esigenze di stabilità del sistema finanziario sammarinese”.

Cambiando discorso, fuori dal Titano pare si stia incominciando finalmente a vedere in maniera un po’ diversa la Repubblica di San Marino.

“In questi anni sarebbe bastato guardare i numeri del fenomeno, a partire dallo scudo fiscale, per capire che il problema San Marino fosse soltanto una piccola parte del fenomeno che è stato combattuto. Eppure l’immagine che è stata fatta passare da molte parti è quella che abbiamo potuto appurare. Oggi San Marino resta in attesa che qualcuno fuori di qui si renda conto che perfezionare gli accordi bilaterali e le regole degli scambi contribuirebbe ad un modo migliore di ‘vivere’ non solo per San Marino, ma anche per la stessa Italia. Inoltre consentirebbe di far capire una volta per tutte che il rispetto delle regole che è la prassi delle banche sammarinesi non rende più possibili certe pratiche che sono state utilizzate in passato. A questo punto diventa sempre più importante riuscire a capire come si possa mantenere la sovranità di uno Stato rispetto alla compliance internazionale che San Marino si è data per riuscire a superare definitivamente quella brutta immagine che ci è stata attribuita dall’esterno. Io sono convinto che San Marino sia un paradiso, non un paradiso fiscale…”.