San Marino: la dichiarazione conclusiva della Missione del FMI
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Giovedì 07 Marzo 2013

 

E' probabile che la recessione economica si protragga nel 2013, con una crescita ostacolata da una domanda esterna debole e dal persistere degli effetti dell'inserimento di San Marino nella black list fiscale italiana. Anche se la maggior parte delle banche sembrano avere un capitale ed una liquidità ragionevolmente consistenti, lo Stato dovrebbe tenersi pronto a ricapitalizzare ulteriormente, per quanto necessario, la Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino (CRSM) quale elemento chiave dell'economia sammarinese. Sarà importante che il Governo ricostituisca considerevoli riserve finanziarie e a tal fine saranno necessari obiettivi più ambiziosi per quanto riguarda la riforma tributaria e la revisione della spesa previste. Infine, negli ultimi anni San Marino ha proceduto ad un depotenziamento della consistente normativa a tutela del segreto bancario e fiscale ed ha incrementato lo scambio di informazioni in materia fiscale e di contrasto al riciclaggio di denaro. Il mantenimento di tale impegno verso una maggiore apertura e trasparenza costituisce il miglior modo per riguadagnarsi la fiducia all'esterno.

1. Negli ultimi anni, San Marino ha dovuto far fronte ad una concomitanza di shock. Gli scudi fiscali italiani hanno portato ad una consistente fuoriuscita di depositi del settore bancario; redditi più bassi all'estero hanno comportato un minor numero di turisti nel paese ed una minore domanda di prodotti sammarinesi; inoltre, non meno importante, l'inserimento di San Marino nella black list fiscale italiana ha causato difficoltà per le società finanziarie e non finanziarie che operano a e con San Marino. In tali circostanze, non sorprende il fatto che l'economia abbia subito una contrazione molto consistente e che siano in aumento la disoccupazione e le difficoltà sociali.

2. Nonostante ciò, occorre notare come San Marino sia riuscita ad evitare una vera e propria crisi. E le ragioni sono chiare: politiche e pratiche prudenziali hanno consentito alle banche e al Governo di accumulare riserve che sono risultate determinanti con l'insorgere della crisi. Più chiaramente, le banche avevano una liquidità sufficiente per far fronte alle ingenti fuoriuscite di depositi e il rapido intervento della Banca Centrale ha contribuito a preservare la stabilità finanziaria. In modo analogo, il Governo ha affrontato la crisi con un significativo avanzo di bilancio, che ha contribuito a limitare i successivi disavanzi. A loro volta, le consistenti riserve accumulate hanno contribuito a finanziare questi disavanzi con un'esigua emissione di debito. Questi ultimi anni dovrebbero insegnare che per un piccolo paese come San Marino, così vulnerabile a shock esterni, la prudenza non è mai troppa.

3. Gli ultimi mesi hanno lasciato spazio ad un certo ottimismo e tranquillità, ma la situazione economica resta molto difficile. I depositi bancari si sono stabilizzati ed in taluni casi sono cresciuti in maniera modesta, dando alle banche stesse un po' di ossigeno per accrescere la liquidità. La CRSM, la più grande banca del sistema, è stata supportata con un'iniezione di capitale estremamente necessaria ed è stata in grado di ripagare i prestiti che aveva in sospeso con le altre banche. Ciononostante, la situazione economica generale è ben lungi dall'essere positiva e secondo la missione vi è un'alta probabilità che l'economia subisca un'ulteriore contrazione quest'anno. Ciò perché la domanda esterna sarà debole fino a quando l'Italia resterà in recessione, mentre per un numero sempre maggiore di imprese sammarinesi la situazione diverrà insostenibile a seguito dell'isolamento de facto imposto dalla black list. In questa fase, prevediamo una contrazione economica del 3-4 percento, ma le cose potrebbero peggiorare in modo particolare se la turbolenza finanziaria dovesse nuovamente colpire l'eurozona.

4. In questo contesto, il sistema finanziario continua a dover far fronte a delle sfide. Benché a tutt'oggi la portata delle perdite totali di CSRM sui propri investimenti in Delta resti incerta, la banca necessiterà di maggiori capitali per poter offrire i propri servizi alla comunità sammarinese da una posizione di forza. Pertanto, lo Stato dovrebbe tenersi pronto a ricapitalizzare ulteriormente la banca poiché l'investimento da parte di investitori privati di buona reputazione, che rappresenta l'intervento preferibile, sembra molto improbabile in questa fase. Ciò detto, una ricapitalizzazione pubblica della banca richiederebbe, secondo le migliori pratiche internazionali, una significativa ristrutturazione della banca per garantire nuovamente alla stessa redditività in tempi rapidi; dovrebbe altresì garantire allo Stato il diritto ad una quota degli utili futuri proporzionale alla sua partecipazione al capitale della banca. Pertanto, le disposizioni di legge a tutela della quota di maggioranza della Fondazione San Marino Cassa di Risparmio devono essere rimosse.

5. Nelle altre banche, la crisi economica sta portando ad un aumento delle perdite sui loro portafogli prestiti, sebbene, a giudizio della missione, la situazione patrimoniale di queste banche dovrebbe essere sufficiente ad assorbire perdite di crediti presenti e future in una serie di scenari. Anche la liquidità sembra sufficiente, un fattore chiave data la dimensione delle banche rispetto all'economia. Ma non ci si può permettere di riposare sugli allori e la missione loda il potenziamento della vigilanza di Banca Centrale per garantire l'accantonamento da parte delle banche di fondi di riserva adeguati per le perdite attese e che restino liquide e ben capitalizzate. La missione riconosce inoltre che Banca Centrale ha gli strumenti opportuni ed è pronta a mettere in atto azioni correttive di prevenzione, dovessero queste essere necessarie per garantire la stabilità finanziaria.

6. Una lezione chiave della recente crisi è l'importanza per San Marino di ricostituire considerevoli riserve finanziarie. A tale fine, sarà necessario che il bilancio ritorni gradualmente agli attivi registrati in passato. In questo contesto, il Governo ha fatto la cosa giusta quando ha introdotto misure fiscali straordinarie, quali la patrimoniale e l'addizionale sull'imposta generale sul reddito. Tuttavia, queste misure, per quanto dolorose per molti, hanno contribuito solamente a contenere il disavanzo finanziario dello Stato, che comunque resta ad un livello ancora alto per i parametri sammarinesi, essendo pari al 2-3 percento circa del PIL. Pertanto, si dovranno identificare nei prossimi anni ulteriori e sostanziali risparmi di bilancio per raggiungere l'obiettivo dell'attivo.

7. La riforma tributaria e la revisione della spesa previste rappresentano una grande opportunità per raggiungere questo obiettivo. Secondo la missione, la riforma fiscale del Governo porterà ad un sistema tributario più moderno, efficiente ed equo. Allo stesso tempo, gli obiettivi quantitativi della riforma dovrebbero essere più ambiziosi: le aliquote fiscali effettive, che restano molto basse per gli standard europei, devono essere ulteriormente innalzate rispetto a quanto previsto nel progetto, a partire da un'eliminazione più generale delle esenzioni; inoltre, la patrimoniale deve essere resa permanente, poiché questa imposta è relativamente non distorsiva e costituisce una buona fonte di reddito. In modo analogo, se si devono conseguire risparmi significativi con la revisione della spesa, sembrano inevitabili alcuni tagli ai salari pubblici, alle pensioni e/o ai benefici sociali, anche se si dovrà prestare attenzione per garantire l'equità di detti tagli. Va sottolineato che la spesa per la sicurezza sociale è cresciuta in maniera considerevole in relazione alle dimensioni dell'economia, raggiungendo livelli non più sostenibili.

8. Infine, l'economia sammarinese non potrà tornare ad una crescita sostenuta in assenza di una piena normalizzazione delle relazioni con l'Italia. A tale riguardo, la missione prende atto e accoglie con favore i progressi significativi conseguiti negli ultimi anni per depotenziare le leggi a tutela del segreto bancario e fiscale; anche le leggi in materia di antiriciclaggio sono state rafforzate in maniera significativa. In aggiunta, le leggi esistenti vengono applicate in maniera più puntuale e lo scambio di informazioni in materia fiscale e di contrasto al riciclaggio di denaro è stato incrementato. Il mantenimento di tale impegno verso una maggiore apertura e trasparenza costituirà il miglior modo per San Marino di rafforzare le sue relazioni con la comunità internazionale.