La Nemesis di Roberto Kusterle, che ridisegna la realtà. Recensione della mostra di Pesaro
PDF Stampa
Venerdì 27 Aprile 2012

AliSogniKusterle

 

di Simona Bisacchi Lenic

 

Non è semplice dare una definizione all’arte di Roberto Kusterle. Possiamo chiamarlo fotografo, possiamo dire che le sue opere sono scatti fotografici. Non sarebbe scorretto, ma alquanto riduttivo.

Roberto Kusterle è un artista che crea storie figurative, compie sceneggiature di immagini, sculture fatte di uomini, pietre e cielo. Poi immortala tutto in una foto.

Le sue fotografie sono oniriche quel tanto da far capire che sono irreali, e sono toccanti quel tanto da farti capire che la realtà è anche questo.

La mostra antologica “Nemesis” - organizzata e curata da Macula, centro internazionale della cultura fotografica,  e conclusasi domenica 24 aprile a Pesaro – ha proposto un viaggio nelle poetica dell’artista.

Donne dagli abiti mediorientali che con immensi aghi cuciono zolle di terra. Uomini immersi fino alla vita in lastre di pietra contenenti tutti gli idiomi del mondo. Un contemporaneo Sisifo regge fascine di rami al posto della mitologica pietra. Mutabili ninfe nascondono le braccia e si lasciano vestire di pesci. Il corpo umano diventa l’appendice di grandi massi, diventa pietra, scultura, il continuo di una terra solidificata e potente.

La profondità di questi sogni in pellicola – la tecnica digitale è entrata nella sua storia solo negli ultimi anni – provoca, colpisce. E se un occhio esperto intuisce la tecnica complessa che accompagna lo sviluppo di ogni singolo scatto, un occhio meno esperto si lascia accompagnare in questo mondo di favole per adulti, si perde tra le ali di una donna e delle sue farfalle, si inquieta di fronte a ritratti di ninfe, perché anche a chi sfugge l’eleganza della tecnica rimane impressa la bellezza dell’arte. Guardando le foto viene spontaneo chiedersi in quale paese esotico Kusterle abbia fatto i suoi scatti, in quale landa selvaggia e sola abbia costruito i set delle sue opere, perché è inimmaginabile che il regno dei cieli plumbei, delle acque fangose, delle terre aride, si trovi nelle vicinanze di Gorizia – città dell’artista -  nella secca del fiume Isonzo, tra le sue pozzanghere.

Potere dell’arte, che fa viaggiare lontano descrivendo con sguardo nuovo le realtà di sempre.

 

www.simonalenic.it