Visto per voi a teatro: l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Mihhail Gerts
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Lunedì 16 Dicembre 2019

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di Alessandro Carli

 

RIMINI – Tra i tanti applausi che hanno salutato il concerto che ha chiuso la 70esima edizione della Sagra Musicale Malatestiana – sul palco del teatro Galli si sono esibiti i musicisti dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Mihhail Gerts (foto di repertorio presa dal sito ufficiale del Maestro) – anche quello di Vittorio Sgarbi, seduto nelle ultime file, più o meno all'altezza dell'ingresso centrale.

"Bomboniera" gremita in ogni ordine di posto – quindi sino al Loggione (la cosiddetta "piccionaia") – la sera di sabato 14 dicembre, nonostante la defezione quasi all'ultimo del direttore d'orchestra Gustavo Dudamel (molti spettatori avevano acquistato il biglietto per ammirare il Maestro venezuelano), egregiamente sostituito dal Maestro estone.

Programma invariato – nel primo atto l'esecuzione della sinfonia dalla Semiramide di Gioachino Rossini, nel secondo invece la Sinfonia n. 2 di Schubert e la Sinfonia n. 1 di Brahms – con un bis in chiusura. Il Maestro Mihhail Gerts, in un buon italiano, dopo aver ricordato l'apertura della mostra dedicata a Federico Fellini (Fellini 100 Genio immortale), si è scusato con la platea per non essere riuscito a preparare un omaggio al Maestro e ha proposto uno snello e avvolgente Brahms.

Ad una Semiramide diretta con eleganza e precisione (ma forse con poca energia), ha fatto da contraltare un secondo atto sicuramente più accelerato, complice, probabilmente, l'anima delle composizioni di Schubert e Brahms, arrivate in platea come un vento fresco, più "carico".

Ma è nella bellezza degli strumenti della Santa Cecilia, nell'esecuzione dei brani in scaletta che si ritrova l'essenza e il cuore della musica: la misura delle "entrate" dei violini, delle viole, dei flauti, delle percussioni sempre efficaci e precise, i silenzi e le pause, l'alternanza tra i quadri più corali e gli assoli.