Visto per voi a teatro: “Il fu Mattia” interpretato da Daniele Pecci
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Sabato 02 Febbraio 2019

 

di Teresio Troll

 

CATTOLICA - Sabato 2 febbraio. Teatro la Regina Cattolica: va in scena "Il fu Mattia" adattato da Luigi Pirandello e interpretato da Daniele Pecci con la regia di Guglielmo Ferro.

Apre il sipario la viola e poi il piano. La musica, subito protagonista del dramma, è di Massimiliano Pace. Siamo nella biblioteca in cui Mattia Pascal lavora con Don Eligio: la vita di cui Mattia è solo una pagina da due lire. Misera condizione senza futuro... Futuro! Parola assurda in una vicenda in cui il passato continua a nascondersi nei giorni a venire come si nascondono tresche, soldi e paternità.

Tutto sotto una luna che dovrebbe illuminare il nostro cammino e che invece Copernico ha "snaturato" demotivando il senso della vita.

Questo il quadro di fondo di una scena imponente nella costruzione (Salvo Manciagli firma la scenografia) e con un adattamento del testo, realizzato dallo stesso protagonista Daniele Pecci, forte e preciso. Eppure, mentre il colosso di scena si muove granitico per spostare ambienti e luci, gli attori si muovono a passetti (ma hanno tutti la stessa età?), a volte grotteschi, accompagnati da uno strano vociare dove alcune parole sono masticate e inudibili, altre cantilenate, altre stridule. E, con Mattia che passa la palla a Meis, si chiude il primo tempo a reti inviolate: zero a zero.

Come detto, la scena è imponente come una condanna e ben sposa un testo che è una garanzia e la musica ancora prepara l'atmosfera del ritorno ma la voce non decolla, non scarta, non spiazza. Anche la risata è monotona, sempre uguale fino ad infastidire. Al centro del secondo atto una sorta di Cluedo che cancella i fantasmi della prima parte. Potremmo scambiare non solo Mattia con Meis ma tutti i personaggi tra loro, maschi e femmine, siciliani e pseudo-spagnoli e lo spettacolo non si conclude. Si spegne. Due ore uguali tra loro come Mattia e Meis eppure... E' come Brancialeone disse: Pirandello? Una garanzia: sala piena, studenti, eccetera, e successo assicurato. In fondo è tutto ben fatto, ben diretto e ben scritto e ben disegnato e ben musicato ma l'identità del personaggio principale mi resta celato.

 

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