Cattolica, visto per voi a teatro: un breve respiro forte
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Venerdì 18 Gennaio 2019

Humanitas-foto-Chiara-Ferrin3

 

di Teresio Troll

 

CATTOLICA - Come nella 'Fanciulla con la cesta di frutta' dei Ghepards dall'ultimo Voci dell'Anima , tutto inizia con un quadro. Un quadro che ben la luce della regia (Francesca Figini e Oksana Casolari) classifica: seicento, piedi nudi, condizioni crude e peste e ombra e gemiti e parole soffocate. Parte un respiro forte... siamo già a teatro. E il fiatare continua, un fiatare che appartiene di diritto al teatro e all'amore che, dice il testo, una scrittura collettiva del gruppo 'l'Albatro', è una peste.

Dal quadro si salta al vecchio teatro dei gesti e il ritmo diventa protagonista, uno spartito di gesti e suoni. Le parole si susseguono fino a raggiungere un geniale gioco di incastri che si contorce su se stesso. Perché la vita stessa è un incastro difficile, con la morte protagonista che è sempre supra nos come diceva nel 'Nome della rosa' Frate Salvatore, uno 'scompaginato, nella vita sociale e nella lingua (i protagonisti dello spettacolo intitolato 'Humanitas' sono utenti dei servizi di salute mentale). La vita, come Dio, è severa, troppo impietosa.

Qui siamo a teatro e il teatro è fatto di gesti, urla, tensione e ombra e una possibilità, sempre. Quello che il 17 gennaio, si è visto in scena al Salone Snaporaz di Cattolica. Ancora, in ultimo, citando il festival 'Voci dell'Anima' dove Carolina Balucani, un'altra voce fuori dalla consuetudine; fecit la medesima cosa, lo spettacolo dura mezzora circa. La regola del cronometro in teatro non esiste. Tutte le altre regole sono state rispettate: quello che non ti aspetti avviene, le tensioni e le passioni passano dal palco a noi come il buio e l'ombra. Che è in grado di distinguere dove finisce l'uno e inizia l'altra?

 

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