Visto per voi al teatro Novelli di Rimini: “La Locandiera B&B”
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Lunedì 20 Novembre 2017

 

di Alessandro Carli

 

RIMINI - I punti di contatto tra "La locandiera" di Goldoni e quella (de)scritta da Edoardo Erba (a cui ha aggiunto l'acronimo"B&B" in coda al titolo) non sono molti: forse solamente i nomi delle maschere: Mirandolina è diventata Mira, Albi è il Conte d'Albafiorita, Poli invece il Marchese di Forlimpopoli. Eppure questa moderna "Gradisca", interpretata da una gradevolissima Laura Morante e passata sulle assi del Teatro Novelli di Rimini dal 15 al 17 novembre, ha una sua piacevole dignità, soprattutto grazie all'interpretazione della Morante che, caratterizzando linguisticamente la sua locandiera (anche se non ci sono accenni nel testo scenico, è subito chiaro al pubblico che la pièce è ambientata in Toscana), "disegna" – forse più della stessa scenografia – gli spazi e la trama.

Due atti da 45 minuti l'uno intramezzati da un intervallo, ma soprattutto due "luoghi" diversi, hanno la forza di rendere più fruibile al pubblico il "quadro", che già dall'inizio sottende tinte degna della migliore Agatha Christie, richiamando in lontananza anche una delle donne più indovinate di Shakespeare: due uomini, accompagnati da due cocotte, aspettano il marito di Mira per concludere qualche losco affare. La novella "Lady Macbeth", da buona cuoca di anime, tiene a fuoco lento gli ospiti, rimandando l'arrivo del presunto consorte. Nella sua testa però il disegno è già chiaro: qualche "piccolo indiano" non uscirà vivo dal B&B.

A ricreare un clima di attesa prima della tempesta, una nota "pop", la canzone "Pedro" di Raffaella Carrà, preludio del climax, che si compie al piano di sopra, su cui il sipario si apre nel secondo atto: un corridoio di seduzione – e la Morante è piuttosto credibile e sensuale – in cui si compie il sacrificio: due spari, forse tre, per iniziare una nuova vita con una valigia di soldi. Un "Gioco delle parti" attuale, reso credibile dall'interpretazione della protagonista.