Visti per voi: Teatro della Regina, la signora scende in campo
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Lunedì 13 Febbraio 2017

dabbraccio 4 0 

 

di Teresio Troll

 

CATTOLICA - Cosa può cambiare in una pièce come Filumena Marturano dopo70 anni? Cosa per il teatro attuale? Cosa per te che reciti e per te che guardi?

A prima vista, ovvero appena il sipario si apre al Regina di Cattolica, ben poco: scenografia ovvia, con cambi di scena 'a vista' senza intervalli, già vista; il testo, un 'vangelo' napoletano è quello... il modo di recitarlo anche, vecchio e sicuro come quello che il pubblico, e non l'artista, si aspetta. E allora? Chetteneviène?

Te ne viene che il teatro è pieno e questo tiene il teatro in vita, il teatro di tutti e la compagnia. Te ne viene che è sempre meglio che stare ad 'assistere il morto' festival in onda sulla rete TV, assettato into totale idiozia. E te ne viene che se devi pagare diecieurodieci per guardare Monet al cinema e 15 al museo (poi dicono che i giovani si disinteressano all'arte e disertano i musei...) allora è meglio sperare in uno spettacolo vero con persone vive e vegete.

Beh, a esser precisi e sinceri, guardando gli attori in scena si sente già odore di pensione. Non si parla di anagrafe. C'è posto anche per una gustosa gag eseguita dai tre figliuoli della protagonista. I caratteristi, Nunzia Schiano e Mimmo Mignemi, sono bravi et amabilissimi ma sono sempre quelli. Anche lui, Geppy Gleijeses alias Domenico Soriano, è sempre quello (e basta). Tutto uguale all'uguale finché non entra in campo la 'signora'. E in campo (ovvero in scena) la signora ci resta, dall'inizio alla fine. Con maestria, fiato, fascino, astuzia, prepotenza e , soprattutto 'ccore'. Una montagna di passione che per due ore ti fa dimenticare la noia e la pena di tutti i giorni, i festivalini, i cinemini di ruolo e, diciamolo, le altre, 'più o meno vere' compagnie teatrali italiane.

Tanto di cappello signo'. Filumé... tu ssi la femmina. No, meglio: Filumena Mariangela Marturano: tu sei una Signora!

 

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