San Marino, Adesso.sm risponde all’intervista rilasciata da Savorelli al Corsera
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Giovedì 15 Marzo 2018

SAN MARINO - Il riferimento fatto dal Dott. Savorelli che ne avrebbe determinato il licenziamento, citato dall'articolo del Corriere della Sera, impone una riflessione sulla natura della sovranità del nostro Stato a partire dalla difesa dei suoi fondamentali pilastri.

Il sistema bancario, e la Cassa di Risparmio in particolare, rappresenta per le famiglie e per le imprese un punto di riferimento imprescindibile, proteggerli significa quindi, per i sammarinesi, difendere uno degli elementi della sovranità dello Stato.

Gli attacchi che vengono mossi dall'esterno non sono certo finalizzati ad affermare la verità, quanto a mettere in difficoltà il nostro Paese sottraendogli risorse e cercando di piegarlo al volere di poteri che provengono dall'esterno. Il caso Delta è la dimostrazione pratica di un esproprio praticato a discapito della Repubblica, ma anche le successive 'spoliazioni', che hanno determinato il crollo della raccolta bancaria, sono il frutto di legittimi provvedimenti associati però a vere e proprie campagne mediatiche basate su mezze verità a cui è stato praticamente impossibile replicare.

Nonostante la decrescita del Pil e la decrescita della raccolta bancaria, la Repubblica ha scelto comunque la strada della trasparenza passando dalle black alle white list, ed ha in atto un processo di associazione con l'Unione Europea che si concluderà a breve.

Il Dott. Savorelli non è stato sfiduciato per la mancanza di chiarezza sui bilanci delle banche (l'Aqr è concluso e le autorità di vigilanza ne conoscono i risultati), ma anzi proprio su questo aspetto si sono consumate le lotte politiche più difficili facendo prevalere chi era per la trasparenza.

Savorelli è stato allontanato perché la Repubblica non poteva permettersi di compromettere l'esistenza dell'istituto bancario pubblico mettendo in atto una 'cura' che l'avrebbe reso talmente debole da essere facile preda di capitali esterni, tra l'altro già pronti a muoversi.

Per un Paese sovrano perdere il controllo del principale istituto di credito rappresenterebbe una sconfitta pari a quella della perdita di una parte del proprio territorio. La storia insegna che un popolo per queste ragioni è disposto a combattere. Il Dott. Savorelli questa percezione purtroppo non l'ha mai manifestata.

Su questi temi sarebbe stato molto utile che tutta la politica si fosse unita a difesa del proprio Paese, ma l'opposizione ha preferito abbandonare la sede dell'accordo con la pregiudiziale di leggere quanto riferito da Savorelli.

Noi abbiamo dato la massima disponibilità ad affrontare un dibattito consiliare e a elaborare insieme una proposta, ma accreditare il pensiero di Savorelli sottoponendolo all'attenzione del Consiglio Grande e Generale, ci è parso del tutto inopportuno poiché avrebbe accreditato chi è stato allontanato perché ha messo in pericolo la sovranità del nostro Stato.

 

Adesso.sm

 

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