Londra: "Euro? No, grazie"
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Martedì 22 Giugno 2010

"Posso confermare che come previsto negli accordi di coalizione, durante questa legislatura non ci uniremo all'euro", ha affermato il ministro delle Finanze britannico, carica lì chiamata "cancelliere dello scacchiere", George Osborne, durante la presentazione oggi in Parlamento del piano di risanamento dei conti pluriennale approntato dal governo. Tradotto in soldoni "durante la legislatura" vuol dire che la semplice ipotesi è del tutto uscita dall'agenda, visto che l'esecutivo è entrato in carica da appena un mese, a seguito della vittoria elettorale di inizio maggio che ha chiuso un lungo periodo di guida laburista. E per suggellare questo 'isolazionismo' valutario british, Osborne ci ha tenuto a precisare di aver liquidato il comitato che avrebbe dovuto studiare l'ipotesi euro. "Ho abolito il dipartimento del Tesoro incaricato della preparazione sull'euro", ha detto, tra l'esultanza dei conservatori e alcune voci critiche degli esponenti laburisti. L'ipotesi del Regno nell'euro era stata rilanciata negli anni scorsi dalla crisi finanziaria globale, specialmente quando nelle fasi critiche la Gran Bretagna si ritrovava esclusa dai vertici finanziari dell'Eurogruppo, in cui si prendevano le decisioni chiave sulle misure di contrasto alla crisi. Ma più di recente il quadro è drasticamente mutato, con le pressioni che si sono abbattute sulla divisa unica a seguito della crisi di bilancio in Grecia. Resta la sterlina quindi e resta anche al 2 per cento l'obiettivo ufficiale di inflazione del Regno, ha precisato sempre oggi Osborne. Quest'anno a causa di effetti una tantum il caro vita è atteso a livelli superiori alla soglia obiettivo, circa al 2,7 per cento secondo il governo, ma "sul medio termine dovrebbe rientrare ai valori obiettivo", ha detto Osborne. I tassi di interesse sulla sterlina sono da mesi fermi al minimo storico dello 0,5 per cento, così come quelli sull'euro al minimo storico dell'1 per cento.