Rimini, l'assalto al Paz fu terrorismo In appello inasprite tutte le pene
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Martedì 19 Ottobre 2010

Pena inasprita per gli otto simpatizzanti di Forza Nuova che nel settembre del 2007 misero a segno un blitz contro il centro sociale autogestito Paz di Rimini. La Corte di Appello di Bologna infatti ha aggiunto l’aggravante dell’eversione dell’ordine democratico. Che, a grandi linee, equivale a dire che si è trattato di un atto di terrorismo, non un semplice danneggiamento.

In primo grado gli otto erano stati condannati a pene inferiori ai due anni, per la precisione da 16 a 20 mesi, ma il Procuratore bolognese Melotti ha impugnato la sentenza chiedendo questa aggravante.
Cesare Bonetti, Mirco Ottaviani e Antonio Morobianco, ritenuti gli ideatori del raid, sono stati condannati a 2 anni e 5 mesi, e per loro – che ora rischiano il carcere – pare quasi scontato il ricorso in Cassazione. Due anni e tre mesi di condanna invece per Mirco Ottaviani e Adamo Conti. E ancora un anno e dieci mesi per Luca Donati, Alberto Fabbretti, Fabio Salvatore, e Nicolò Severini.
Disposto dalla Corte anche il raddoppio per le parti civili: 10 mila euro per il Comune di Rimini, proprietario della struttura, 5 mila per Valter Naldi, il custode che si trovava all’interno del Paz al momento del blitz, 2 mila per l’associazione No Border. Entro 90 giorni si conosceranno anche le motivazioni della sentenza.