Corona e Mora insieme. In tribunale sul Titano riciclati 3,8 milioni
PDF Stampa
Venerdì 30 Luglio 2010

Fabrizio Corona e Lele Mora di nuovo insieme. Come qualche anno fa, quando dominavano il mondo del gossip e delle star televisive, uno 're dei paparazzi', l'altro agente di spettacolo di una 'scuderia'di vip. Ora la 'coppia' si è riformata e quei due nomi stanno nelle carte della magistratura milanese, che ha chiuso le indagini a carico loro e di altre 6 persone accusate, a vario titolo, di una maxi-evasione realizzata con fatture false per circa 17 milioni di euro. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano, che hanno condotto l'inchiesta, coordinata dai pm di Milano Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, hanno notificato ieri l'avviso di conclusione delle indagini (che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio) a carico degli otto indagati. Con le accuse, a vario titolo, di emissione di fatture false, dichiarazione fraudolenta, omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, bancarotta fraudolenta e riciclaggio.
L'inchiesta nasce nel febbraio del 2008, da un filone di quella cosiddetta 'Vallettopoli' della Procura di Potenza, poi trasmesso a Genova e infine a Milano. Prende il via dagli accertamenti sulle attività di un imprenditore genovese, Marcello Silvestri, che con le sue società, tra cui la Metropolis Models and Actor Management, voleva entrare, secondo gli inquirenti, nel 'giro' di Mora e Corona. E' lui, stando alle indagini, a reperire fatture false per operazioni mai realizzate che consentono alla Lm Management di Mora e all'agenzia Corona's del 'fotografo dei vip', tra il 2005 e il 2007, anche a cavallo della 'tempesta Vallettopoli’, di evadere le tasse. Gli investigatori hanno accertato quasi 3,8 milioni di euro di fatture false per Corona e circa 4 milioni per Mora. A carico di quest'ultimo resta ancora aperto un filone d'indagine con l'accusa di bancarotta per il fallimento della sua Lm Management: il 'crac' è stato dichiarato nel giugno scorso per un passivo di oltre 18 milioni di euro. L'avviso di chiusura per Corona, invece, riguarda anche l'accusa di bancarotta per il fallimento della Corona's del dicembre 2008.

Dopo le condanne per i fotoricatti e per corruzione, dunque, ancora guai giudiziari. Come si legge nell'avviso firmato dai pm, Corona avrebbe distratto dalla casse della sua società ''oltre 6 milioni di euro'': quasi 280 mila euro relativi a una vendita simulata del suo ''archivio fotografico'', secondo gli inquirenti, tra la Fenice srl (società riconducibile a Corona) e la stessa Corona's. L'archivio del gossip, però, ''non è stato comunque consegnato al curatore'' fallimentare, ''né rinvenuto'' negli uffici della società fallita.
I soldi portati via dalle casse della società e quelli sottratti al fisco, stando all'imputazione, sarebbero stati riciclati in parte, circa 3,8 milioni di euro, a San Marino attraverso lo ''schermo societario'' di alcune srl da Tiziano Bruno e Gianmario Matera, due collaboratori dell'agente fotografico. A San Marino sono sotto inchiesta per riciclaggio altre quattro persone. La posizione di Nina Moric, invece, ex moglie di Corona e anche lei indagata, è stata stralciata, probabilmente in vista dell'archiviazione.