Fisco: tutte le strade portano a San Marino
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Giovedì 27 Maggio 2010

Al centro delle indagini del Fisco ci sono “intermediari nazionali già emersi nel corso di attività operative finalizzate a contrastare l'evasione fiscale internazionale, le frodi Iva 'carosello' e il riciclaggio dei relativi proventi, individuati da Fiamme Gialle e Agenzia delle Entrate per essere stati utilizzati da contribuenti italiani per eseguire movimentazioni finanziarie illecite destinate alla Repubblica di San Marino”, spiega il comunicato della GdF. Il blitz di oggi è teso ad accertare l'esattezza e la completezza delle informazioni che gli intermediari sono tenuti a comunicare all'Archivio dei rapporti finanziari, che contiene tutte le comunicazioni relative ai rapporti continuativi intrattenuti con la clientela. L'eventuale omissione da parte delle banche, infatti, farebbe scattare indagini finanziarie e verifiche. “Ulteriore scopo delle attività in corso, oltre a contestare eventuali illeciti commessi dalle banche – aggiunge la nota -, è l'acquisizione di ogni utile informazione per il successivo sviluppo di indagini”, volte a “scovare” evasori e recuperare i capitali illecitamente portati all'estero. L’Archivio dei rapporti finanziari contiene tutte le comunicazioni relative: ai rapporti continuativi intrattenuti con la clientela esistenti, a partire dalla data del 1° gennaio 2005; alle cosiddette operazioni extra-conto, ossia poste in essere al di fuori di un rapporto continuativo, ad eccezione delle operazioni di versamento effettuate tramite bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a 1.500 euro; ai rapporti diversi da quelli intrattenuti con i titolari dei rapporti continuativi o delle stesse operazioni extra-conto (procure e deleghe). I dati devono essere comunicati all`Archivio mensilmente in via telematica. I soggetti tenuti a inviare i dati sono circa 13 mila e includono le banche, la società Poste italiane Spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario. L’obbligo di comunicazione ricade anche sulle filiali estere di operatori italiani e, ovviamente, su quelle italiane di operatori esteri. Gli intermediari rischiano per ogni omessa comunicazione sanzioni da 2.065 euro fino a 20.650 euro.