Rientrano gli alpini uccisi a Kabul "I talebani non prendono il sopravvento"
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Martedì 18 Maggio 2010

Domani è previsto il rientro in Italia delle salme dei due alpini morti ieri nell’attentato in Afghanistan, Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio. La camera ardente è stata allestita alla base militare di Herat. Intanto restano sotto controllo medico Cristina Buonacucina e Gianfranco Scirè, gli altri due militari italiani rimasti feriti nell'esplosione.
Massimo Fogari, Capo ufficio pubblica informazione dello Stato Maggiore della Difesa, ha ricostruito per CNRmedia.com i momenti dell'attentato di ieri: " alle 9.15 (ora locale) è esploso un ordigno al passaggio di un'autocolonna che era composta da mezzi di varie nazioni; al passaggio del quarto mezzo, quello italiano, è avvenuta esplosione. Due dei nostri sono rimasti uccisi, mentre i feriti adesso si trovano alla base di Herat, dove i medici stanno valutando le loro condizioni".

"I veicoli in cui si trovavano sono i cosiddetti Lince. Fino ad oggi questi mezzi hanno garantito la vita ai nostri militari da tanti attacchi. Quello di oggi è uno dei pochissimi, insieme a quello dello scorso settembre, in cui alcuni dei nostri soldati sono caduti. In quell'area - aggiunge Fogari - stiamo cercando di allargare la 'bolla di sicurezza' intorno a Bala Murghab, affinché la popolazione possa vivere con tranquillità. Per il momento l'operazione ha successo: infatti intorno a Bala Murghab non ci sono attacchi. Quello di stamani (ieri, ndr) è avvenuto ben lontano da questa bolla di sicurezza".

 

LA RUSSA: NON E’ VERO CHE I TALEBANI PRENDONO IL SOPRAVVENTO
Non è vero che i talebani in Afghanistan stanno prendendo il sopravvento, al contrario, ''c'è più controllo del territorio da parte delle forze alleate, maggiore collaborazione con il governo e la popolazione'', e proprio tutto questo ''scatena la reazione dei talebani, con attacchi vigliacchi e terroristici, tipici di chi è in difficolta”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervenuto telefonicamente alla trasmissione Mattino 5. ''Ci si occupa di quello che ogni giorno accade in Afghanistan solo di fronte a fatti tragici come quello di ieri'', ha aggiunto il ministro, sottolineando che ''certamente la situazione non è in discesa, però il Piano di arrivare fra il 2011 e il 2013 ad affidare alle forze di polizia locali e al governo afghano tutta la gestione della sicurezza, il contrasto alla criminalità e al traffico di droga, va avanti''.
Il ministro ha poi avuto parole di cordoglio per i giovani uccisi e ha voluto incoraggiare i due militari feriti, ribadendo che ''i nostri ragazzi sono lì per tenere lontano dalle nostre case il terrorismo''. Dunque non un passo indietro nella missione, malgrado le richieste di parte dell'opposizione: ''Abbiamo votato in Aula il rifinanziamento della missione senza un solo voto contrario - ha ricordato La Russa - Di Pietro si è astenuto e oggi chiede il ritiro. Ma che Di Pietro debba sempre strizzare l'occhio alle forze più estreme della sinistra a quelli che sono più anti-occidentali, è sotto gli occhi di tutti''.