Stop ai programmi politici in Rai: è bufera
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Martedì 02 Marzo 2010

Non si placano le proteste per la sospensione delle tribune politiche in Rai, da qui al termine della prossima tornata elettorale. Da più parti si lanciano appelli per fare un passo indietro sulla decisione di non mandare in onda programmi che affrontano temi politici. L’opposizione e una parte della maggioranza si schierano apertamente contro questo discusso e discutibile provvedimento. Sassoli, Borsellino, Vendola e Zanda, in nome del Partito Democratico chiedono con forza ai presidenti delle Camere e alle autorità di garanzia, perché intervengano immediatamente per “liberarci dal bavaglio” imposto dal governo al Cda Rai di chiudere le trasmissioni politiche”. I quattro continuano così “la decisione di annullare per un mese i talk show non ha precedenti. Con un atto degno di regimi illiberali, il governo ha costretto il Consiglio di amministrazione della Rai a varare un provvedimento di fine trasmissioni politiche, provocando la rottura del patto fra il servizio pubblico e i cittadini abbonati, e causando un enorme danno economico e di immagine all’azienda pubblica”. Più o meno dello stesso avviso Luca Barbareschi, vicepresidente della commissione Trasporti e Comunicazione per il Pdl “questa mattina ci siamo risvegliati in una dittatura, degna della Birmania. Uno scempio inaccettabile, quello della cancellazione dei programmi tv con contenuto politico. Mi viene da chiedere ai saloni che si sono inventati questa robaccia di spiegare cosa sia esattamente configurabile come ‘contenuto politico’”. “E’ assurdo che durante una campagna elettorale non vi sia un'informazione adeguata per far conoscere ai cittadini i candidati ed i loro programmi” la tesi di Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera. Lapidarie le parole di Mauro Mazza, direttore di Rai 1 “le decisioni dei vertici della Rai si applicano, non si commentano”.