In Cile dopo il terremoto, arrivano gli immancabili sciacalli
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Martedì 02 Marzo 2010

Dopo la scossa che ha messo in ginocchio il Cile, ora l’emergenza è aggravata dalle bande di saccheggiatori. Le autorità, nonostante l’emanazione del coprifuoco in diverse città, faticano a contenere gli sciacalli. Gruppi di delinquenti stanno razziando negozi, supermercati e case, rubando tutto quello che può avere valore. La polizia è in grave difficoltà nell’arginare questa odiosa e deprecabile situazione. Nella regione di Bio Bio, colpita duramente dal sisma, un poliziotto ha ucciso con un colpo di pistola un ragazzo sorpreso a rubare in un’abitazione. Il governo di Santiago è accusato di negligenza, per non aver informato in tempo la popolazione del pericolo tsunami, nel dopo terremoto, causando così vittime che altrimenti si sarebbero potute salvare. La versione ufficiale parla del mancato allarme causato dalla caduta delle torri per le comunicazioni telefoniche, impedendo così l’evacuazione delle zone costiere. Restano forti dubbi sulla dichiarazione delle autorità sudamericane. Inoltre da più parti si critica la scarsa attività di scavo delle macerie per trarre in salvo possibili sopravissuti. Incominciano a mancare i beni di prima necessità, ma la società civile si sta mobilitando creando una rete spontanea di cooperazione, volta a sopperire la mancanza di aiuto da parte del governo centrale. Gli Usa, per bocca del vice-presidente Clinton, si sono impegnati a fornire apparecchiature per le telecomunicazioni. Anche Brasile e Argentina stanno organizzando le operazioni di soccorso per supportare il Cile in questa drammatica emergenza. Tra le tante note dolenti, un raggio di sole. Martina Maturana una ragazzina di 12 anni è la nuova eroina cilena. Subito dopo la scossa è scesa nella piazza del suo paese, nell’isola di Robison Crosoe, e ha suonato con tutte le sue forze un gong. Avvertendo i suoi compaesani dell’arrivo di onde anomale, permettendo così a tutta la popolazione di mettersi in salvo.