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Fixing
Cambiamenti climatici
speciale di Fixing


23/12/2009

CLICCANDO QUI oppure sull’immagine della copertina, potete sfogliare lo Speciale on line di San Marino Fixing sui cambiamenti climatici. Otto pagine per affrontare un ragionamento a mente fredda sul vertice di Copenhagen, ma soprattutto su ciò che possiamo fare per limitare i danni all’ambiente che ci circonda. E sono tanti i comportamenti virtuosi che possiamo adottare per risparmiare energia.

 

 

Il summit di Copenhagen si è chiuso da qualche giorno. Giusto il tempo per meditarci sopra, per lasciare depositare l’incredibile massa di informazioni, notizie, studi scientifici, commenti. Giusto il tempo per ragionare sulle conseguenze di questo accordo non vincolante, sulla difficoltà di arrivare a conclusioni condivise (ma soprattutto condivisibili) con questa politica dei veti che finisce per avere conseguenze globali.
Però il summit di Copenhagen qualcosa ci ha lasciato. La consapevolezza che le teorie scientifiche, ma sarebbe meglio dire pseudoscientifiche, dei cosiddetti “negazionisti”, sono un colossale clamoroso abbaglio. E non è un aspetto da poco, perché intanto va a disinnescare tutti quanti, per un motivo o per un altro (convenienze, lobbismo, ingenua buona fede) finora hanno suonato la grancassa sostenendo che l’uomo con le sue attività con il suo forsennato utilizzo di energie “sporche” non è responsabile dell’innalzamento delle temperature e tutte le inevitabili conseguenze. Ecco, dopo Copenhagen sappiamo che tutte queste teorie, francamente già poco credibili, rappresentano una pista falsa, una pista che porta in nessun luogo. Anzi, una pista che voleva portare l’umanità in un luogo in cui vivere è terribile, perché l’innalzamento della temperatura, è un dato di fatto, assicura alla nostra Terra siccità, carestie, alluvioni, l’innalzamento dei mari, disastri naturali che sarà possibile prevedere con maggiore precisione proprio perché destinati a diventare la normalità.
Malgrado questo i grandi della Terra, Cina e Stati Uniti in primo luogo, tutti gli altri in coda, con la colpevole responsabilità delle Nazioni Unite - organismo che si è dimostrato non più all’altezza del compito - non sono stati in grado di prendere decisioni non coraggiose. Responsabili. Solo e semplicemente responsabili.
Ora l’appuntamento è per Città del Messico tra un anno, prima ancora per un confronto a metà cammino a Bonn. Ma a confrontarsi saranno le stesse persone, gli stessi interessi singoli. Difficile a questo punto, dopo Copenhagen ma anche dopo Kyoto non dimentichiamocelo, sperare in un futuro migliore per il pianeta che ci ospita.
Ma prendere atto del quadro generale non basta. Occorre rimboccarsi le mani singolarmente e agire. Perché tutti possono recitare una piccola parte, che nel complesso può fare la differenza. Questo speciale on line di Fixing è nato proprio da questa idea: per sviscerare il flop di Copenhagen ma soprattutto per offrire una nuova via. Quella del risparmio energetico e della responsabilità individuale.

Loris Pironi

 

CLICCA QUI per la fotogallery sui cambiamenti climatici.

 

 





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